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Cronaca

Genovese morto in Siria, il premier Renzi: “Giuliano Delnevo non era un eroe, chi uccide in nome di Dio bestemmia”

Giuliano Ibrahim Delnevo

“Giuliano non era un eroe. Chi uccide in nome di Dio bestemmia e non ci può essere nessuna indulgenza nei confronti dei terroristi e dei foreign fighters europei che combattono in Medio Oriente”.

Queste le parole del presidente del Consiglio Matteo Renzi, replicando, nello studio televisivo delle “Invasioni barbariche”, alle parole del padre di Giuliano Ibrahim Delnevo, che ha definito “eroe” suo figlio, il 24enne genovese morto in Siria combattendo al fianco dei ribelli contro il governo di Assad.

Il giovane, che si era convertito alla religione musulmana nel 2008, secondo la Procura di Genova avrebbe fatto anche attività di reclutamento e lui stesso sarebbe stato reclutato in Italia, a Genova forse “ma magari da qualcuno di passaggio” e addestrato probabilmente all’estero.

“Massimo rispetto – ha detto il premier – da padre a padre, parlo con il rispetto che si deve a un uomo che ha perso il figlio e ha diritto di dire quello che pensa, ma quello non è un eroe”. Il premier chiede di non dare messaggi profondamente sbagliati. “Quei tre che hanno ucciso prima in redazione a Charlie Hebdo poi al negozio ebraico – ha aggiunto – non sono degli eroi, non sono dei disgraziati. E’ un messaggio educativo folle, allucinante. Ho il rispetto umano che si deve a un padre ma nessuno gli dedicherà un giardinetto. Non è un eroe chi combatte, chi uccide in nome di dio: è un atto di blasfemia, è bestemmiare uccidere in nome di Dio. Su questo punto – ha concluso – non ci può essere nessun tipo di indulgenza”.