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Farmaco epatite C, polemiche su esclusione Centro Alcologico. Montaldo: “Scelta tecnica, sì a confronto”

testino

Genova. “Una scelta tecnica, motivata da una carenza di dati e informazioni sui pazienti del centro”. L’assessore alla Sanità Claudio Montaldo risponde così alle accuse lanciate dall’epatologo Gianni Testino, direttore del Centro Alcologico regionale, nel corso di un incontro con i giornalisti. La querelle, iniziata una decina di giorni fa tra lo stesso Testino e l’assessorato, è scoppiata dopo che il Centro era stato escluso dalla lista che potrà somministrare il nuovo farmaco contro l’epatite C e per cui la Regione ha stanziato 4 milioni.

“Dall’assessorato alla Salute e dai suoi consulenti “scienziati” nessun segno di apertura dopo una settimana dalla prima segnalazione – scriveva ancora due giorni fa Testino sul suo profilo Facebook – Il Centro Regionale Alcologico con il suo 30% di pazienti affetti da epatite C continua a rimanere escluso dalla possibilità di potere somministrare direttamente il nuovo farmaco antivirale Sofosbuvir. Quanto la presunzione può fare male alla sanità! Naturalmente chi mi conosce sa che non mi arrenderò facilmente”.

Il noto epatologo del San Martino aveva infatti scritto all’Ente di Piazza De Ferrari chiedendo di modificare la delibera e di inserire al più presto il Centro nella lista, ricordando l’associazione tra consumo di alcol ed epatite C “sino al 50% dei casi”.

“Abbiamo un numero rilevante di pazienti che aspettano questo farmaco – l’allarme lanciato da Testino all’indomani dell’esclusione – Non contesto gli altri reparti scelti, peraltro tutti ottimi, ma non comprendo l’esclusione del Centro Alcologico”.

“Nessuna mancanza di rispetto – ha replicato oggi Montaldo – Ciò non toglie che sarà possibile di un confronto, sempre sul piano tecnico per arrivare a una decisione definitiva. Mi sorprende – ha poi concluso con una punta polemica – che ogni volta che in un complesso sistema sanitario, ogni volta che sorge un problema, la prima reazione sia sempre quella di gridare invece di cercare un confronto”.

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