Quantcast
Cronaca

Esaote, Regione convoca aziende e sindacati per il 6 febbraio. Burlando: “Obiettivo è soluzione positiva per tutti”

Genova. “Siamo a buon punto”. Così il presidente della Regione Claudio Burlando commenta gli incontri che gli assessori Enrico Vesco e Renzo Guccinelli stanno portando avanti con i vertici di Esaote ed Elemaster per arrivare a un’intesa che consenta il trasferimento di entrambe le imprese agli Erzelli e l’acquisizione di tutti i lavoratori esternalizzati da Esaote da parte dell’azienda lombarda.

“L’obiettivo è convocare un incontro con tutti i soggetti interessati, quindi il Comune, le due aziende e i sindacati, il 6 febbraio” spiega il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando che si dice fiducioso sul raggiungimento di un’intesa: “L’accordo è a grandi linee noto – spiega il presidente – e prevede il trasferimento di Esaote a Erzelli dentro un edificio già esistente per la parte di ricerca e poi di costruire sempre a Erzelli un edificio produttivo dove andrebbe Elemaster sia per fare attività di outsourcing di Esaote sia per fare altre attività per altri clienti”.

Un’operazione “simile a quella di Piaggio” la definisce Burlando ma “è chiaro che bisognerebbe trasferire da Esaote a Elemaster tutti i lavoratori interni che lavorano su quei processi e inserire dentro l’accordo anche i lavoratori di Oms Ratto, perché l’aumento di attività produttiva di Elemaster anche su filiere diverse da quelle di Esaote, speriamo possa assorbire l’intera occupazione di Oms Ratto”. “Questo è l’obiettivo che ci siamo posti – chiarisce il governatore ligure – speriamo di riuscirci e di chiudere anche questa partita, che è una delle ultime che sono rimaste ma è veramente molto complicata”.

I sindacati, ancora non ufficialmente coinvolti nella trattativa, vogliono però precise garanzie per i lavoratori che verranno esternalizzati. In caso contrario chiederanno al Comune di Genova di chiudere una volta per tutte la vicenda del Puc, impedendo così ad Esaote di vedere le aree di via Siffredi trasformate in commerciali.