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Direzione Pd, passa documento post primarie. Genova avvia discussione con Paita: “Serve salto in avanti” fotogallery

Genova. Prove tecniche di unità. Sembra uscire questo dalla direzione provinciale del Pd andata in scena oggi a Genova, a due settimane dalle primarie liguri, e dall’ondata che ha travolto i democratici alle prese con le denunce, le indagini di Dia e Procura, le bordate interne, l’addio-macigno di Cofferati, e da ultimo la contrapposizione dei civatiani in procinto di creare una nuova lista con Rete a Sinistra per le prossime regionali (e che infatti oggi alla direzione non erano presenti).

“Oggi usciamo con un po’ più di ottimismo rispetto all’inizio perché non c’è altra strada che discutere – ha commentato Alessandro Terrile, segretario provinciale – Le primarie sono finite, hanno dato un risultato, ma i nodi politici restano
irrisolti”, ha sottolineato Terrile che ha confessato di avere sperato che i civatiani avrebbero rivisto la loro decisione di
disertare l’appuntamento. “Chi ha posizioni critiche non deve rinunciare ai luoghi di discussione. Questa è una decisione che
ferisce noi e toglie legittimità alla loro posizione”, ha osservato.

La sintesi, dopo oltre cinque ore di dibattiti, attacchi anche forti (dall’assenza marcata durante le due alluvioni, al portavoce Regazzoni) a Raffaella Paita, proclamata vincitrice (ma non a Genova), la direzione ha approvato all’unanimità un ordine del giorno. Il documento impegna ad avviare con Raffaella Paita una discussione “che coinvolga i Circoli e gli iscritti del Pd genovese”, per “sciogliere i nodi politici e programmatici rimasti irrisolti”.

In primis le primarie e la sollecitazione che “emerga una visione condivisa di quanto avvenuto e si avvii una riflessione sulla necessità di una regolamentazione definitiva delle primarie aperte, sull’istituzione dell’albo degli elettori, sui poteri di controllo degli organi di garanzia.

Secondo: l’idea di coalizione. “Di centrosinistra con i partiti e le forze politiche che hanno partecipato alle Primarie sottoscrivendone regole, impegni e finalità politiche”. Nessuna alleanza con forze politiche e/o esponenti di centrodestra, ribadisce il documento dopo le polemiche delle primarie, uno dei motivi fondanti che hanno portato Cofferati alla denuncia di inquinamento prima e all’addio dopo.

Di qui l’impegno alla “condivisione nelle direzioni provinciali dei criteri per la composizione di eventuali liste civiche in coalizione con il Pd”. A cui segue il “non concedere alcuna deroga al divieto di terzo mandato, e stretta osservanza del codice etico”. Poi la proposta alla direzione regionale “di impegnare il gruppo consiliare Pd in Regione ad adoperarsi per l’abolizione del listino”, e nel caso di impossibilità di inserire “energie fresche che rappresentino il rinnovamento della politica e l’apertura del Pd all’esterno”.

Infine il ruolo di Genova. Il programma del Partito Democratico, è il messaggio per Paita, deve porre al centro “un nuovo modello di rapporto e di collaborazione tra Regione, Comune e Città metropolitana di Genova”, dimenticando il fuoco incrociato della campagna elettorale pre primarie, e quindi “la condivisione negli organismi del Partito, ed in particolare nella direzione provinciale allargata ai segretari di Circolo, della definizione delle proposte programmatiche per Genova”.

Il segretario regionale Giovanni Lunardon, malgrado le difficoltà, si è detto ottimista: “Si possono vincere le
primarie senza Genova ma non si possono vincere le regionali senza Genova e questo costringe tutti a fare un salto in avanti
per uno sbocco politico”, ha osservato Lunardon. E se il presidente della Regione, Claudio Burlando ha sottolineato che il rischio di perdere le regionali c’è perché una fetta di elettorato Pd potrebbe convergere su una eventuale candidatura di sinistra e perché un’altra fetta potrebbe non andare a votare per le polemiche post primarie, Raffaella Paita ha detto di uscire dal dibattito odierno “franco, schietto a tratti duro” con l'”ottimismo della ragione”.

“Lavoreremo insieme per l’abolizione del listino nella legge elettorale, inizierò presto un giro di tutti i circoli, il 14 febbraio organizzeremo un evento programmatico che coinvolge tutta la città – ha annunciato Paita – Abbiamo preso un impegno anche sulle alleanze, no con partiti che si richiamino nel nome e nei valori alla destra.
Non è un mistero che a Genova devo fare più lavoro rispetto ad altre zone della Liguria. Continuerò esattamente come oggi: dialogo serrato, anche duro se necessario, ma poi tutti uniti per vincere le Regionali”.

Su Twitter, in attesa di vedere se alle parole seguiranno i fatti, torna l’ironia della Rete. L’account fake che fa il verso a Raffaella Paita, a fine direzione, cinguetta: “Quindi #PDGenova approva no gente di destra nelle liste e no deroghe terzo mandato…e io come le faccio le liste?”. Hashtag: #DesperateLella”.