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Cronaca

Ciclo dei rifiuti, la commissione parlamentare d’inchiesta: “Emergenza in Liguria, a Genova è mancata strategia”

Genova. Si è concluso questa mattina con l’audizione del presidente della Regione Claudio Burlando il lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta, che per tre giorni ha visitato la Liguria nell’ambito di un’indagine su illeciti relativi al ciclo dei rifiuti e a possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. Sulla situazione genovese, in particolare, sono stati sentiti tra gli altri il procuratore capo Michele Di Lecce, il prefetto Fiamma Spena, il sindaco di Genova e la dirigenza Amiu.

La commissione, presieduta da Alessandro Bratti (Pd) e composta da Giovanna Palma (Pd), Stefano Vignaroli e Alberto Zolezzi (M5S), Miriam Cominelli (Pd), senatore Giuseppe Compagnone (Gal), ha “ritenuto che questa fosse una delle regioni non verificata complessivamente in passato e che, soprattutto sul ciclo dei rifiuti urbani, vi sia una situazione di emergenza”.

Rispetto alla situazione di Scarpino, con inchieste aperte e la discarica chiusa, il giudizio è netto: “Siamo una commissione di inchiesta – dice Stefano Vignaroli – e ci occupiamo di illeciti, ma di certo non possiamo non prendere atto che manchi un piano dei rifiuti regionale e ci sia un rimpallo di responsabilità: da un lato il Comune di Genova ha cambiato idea sul gassificatore e i Comuni dicono che non c’è un piano regionale, la Regione, invece, risponde che i Comuni cambiano idea. Quello che è evidente è che ci sia un carenza strutturale di impianti, a partire dal pretrattamento. Oltre a frazionamento di aziende, inoltre, c’è un dato basso di raccolta differenziata e un costo più alto”.

“Al di là delle scelte che uno vuol fare – ha aggiunto Bratti – in realtà quello che è mancato è una strategia. Il sindaco ci ha prospettato l’intenzione di andare verso una determinata direzione che potrebbe consentire di uscire da questa situazione di impasse, ma noi ci riserveremo di verificare. Qualche indicazione dal sindaco è arrivata, ma non c’è dubbio… la frammentazione e il numero eccessivo di gestori rendono questa regione un terreno molto fertile perché possano inserirsi situazioni di carattere criminogeno”.

Tre, per quanto riguarda la Liguria, gli obiettivi della commissione : “In primis verificare le questioni legate al ciclo integrato dei rifiuti urbani, mentre l’altro aspetto erano le procedure di bonifica dei siti contaminati più importanti (fondamentalmente Cogoleto, Stoppani e Pittelli). Per questo abbiamo chiesto alla Regione di mettere in campo il ripristino ambientale di alcune situazioni legate alla bonifica – conclude – Il terzo punto è la questione del traffico transfrontaliero dei rifiuti. In una regione come questa, con due porti importanti a Genova e alla Spezia, per noi era fondamentale capire quali attività di controllo vengano messe in campo e raccogliere le segnalazioni. Faremo un approfondimento sul porto di Genova e poi sulla questione Imperia, che tratteremo a parte. Abbiamo anche fatto una verifica sulla Concordia, con visite in loco, per vedere come stia procedendo lo smantellamento della nave”.