Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Truffe informatiche, raggirate oltre 60 vittime: organizzazione incastrata dai carabinieri di Serra Riccò

Serra Riccò. Una vera e propria organizzazione specializzata in truffe informatiche, che è riuscita a carpire i dati sensibili di oltre 60 persone, guadagnando oltre 200 mila euro attraverso finti pagamenti e intromissioni nei conti correnti. Questo è quanto hanno scoperto i carabinieri di Serra Riccò. Sette persone residenti nelle Marche sono state denunciate a piede libero per introduzione abusiva nei sistemi informatici, frode informatica, riciclaggio e sostituzione di persona.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati anche due server e diverso denaro contante. La tecnica, chiamata phishing, consiste nel cercare di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali sensibili per poi utilizzarle per fini illeciti.

Con i soldi rubati dai conti postali delle ignare vittime, l’organizzazione sgominata dai carabinieri di Serra Riccò comprava auto di lusso e frequentava i locali esclusivi della riviera romagnola. I sette denunciati, due donne e cinque uomini, erano tutti amici e avevano messo in piedi un complicato sistema per frodare le vittime.

Attraverso un software, i due organizzatori della truffa telematica avevano acquisito indirizzi mail a caso e attraverso server stranieri mandavano e-mail con il logo delle Poste italiane. Nella missiva veniva chiesto di inserire i dati delle carte di credito e i codici di sicurezza. Una volta inseriti, l’organizzazione prelevava piccole somme, dai cento ai duecento euro, e le trasferiva in conti intestati a persone a cui avevano rubato l’identità. Con quei conti i sette facevano partite a poker con altre carte intestate a loro complici e facevano finta di perdere, trasferendo così le somme perse agli altri membri.

L’operazione, coordinata dalla procura di Roma, è riuscita a ‘discolpare’ 22 persone che si erano ritrovate indagate perché titolari, a loro insaputa, delle carte dove transitavano i soldi illecitamente prelevanti dai conti postali. Le vittime sarebbe 66, ma secondo gli inquirenti il numero potrebbe essere molto maggiore.