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Sciopero generale, Sel Genova al fianco dei lavoratori di Cgil e Uil

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Genova. Sinistra Ecologia Libertà sarà a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici che si ritroveranno domani a piazza De Ferrari con Maurizio Landini. “Parteciperemo allo sciopero generale dichiarato da Cgil e Uil contro la legge di stabilità e il Jobs Act, voluti da Renzi malgrado l’opposizione, non solo di Sel, ma anche delle organizzazioni sindacali e di parte dello stesso Partito Democratico. Ad essere colpiti dalle manovre del governo Renzi non sono solo i singoli lavoratori, ma i cittadini stessi dei comuni che, a causa dell’applicazione di continui tagli lineari ai trasferimenti, non hanno i fondi necessari a gestire i servizi pubblici. In assenza di una politica complessiva nazionale per lo sviluppo i comuni non hanno modo nè strumenti per reagire alla crisi che investe le aziende locali. Il Paese ha bisogno di una profonda riforma del mercato del lavoro e delle politiche di sviluppo che dia sicurezze e permetta investimenti per il futuro. La politica del governo Renzi va nella direzione opposta, favorendo precariato e incertezza, tagliando diritti e garanzie”, si legge in una nota.

“Come denuncia una simulazione della UIL – Servizio Politiche Territoriali, gli sconti su Irap e contributi previdenziali da un lato, inseriti nella legge di stabilità, e gli indennizzi previsti dal Jobs Act dall’altro, porterebbero non solo ad un incremento dei licenziamenti ma anche ad un guadagno per gli imprenditori: le aziende, infatti, avrebbero un vantaggio economico a licenziare prima che scatti la stabilizzazione programmata dal contratto a tutele crescenti. Dopo il ventennio berlusconiano, e in sua continuità, il governo Renzi rilancia il messaggio che il superamento della crisi passa attraverso la riduzione, se non l’azzeramento, dei diritti e delle tutele per i lavoratori. Tutto ciò è assolutamente inaccettabile. Mondo del lavoro e enti locali devono essere capaci di fare fronte comune contro provvedimenti percepiti come ugualmente iniqui: per questo domani saremo presenti anche con i nostri eletti nelle varie istituzioni locali per ribadire il nostro no al precariato sociale che queste riforme vogliono instaurare”, prosegue la nota.

“Ci appelliamo ai giovani, ai lavoratori, ai precari e a tutte quelle categorie sociali che in questi anni non hanno trovato una vera rappresentanza a scendere in piazza affinché la giornata del 12 lanci un segnale forte e alternativo a queste politiche e convinca il governo ad aprire finalmente un vero dialogo con chi rappresenta i lavoratori”.