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Scadenza Imu, Pellerano: “Genova resta Superba solo per le tasse sulla casa”

Regione. “È dal 2013 che chiedo un intervento della giunta Burlando presso il governo affinché sia aggiornata l’attuale classificazione catastale, risalente al 1939, per gli immobili A1 “signorili” che a Genova ammontano a 4.400 abitazioni, circa il 20% dei circa 24mila presenti in tutto il Paese. Una classificazione anacronistica e che in moltissimi casi non rispecchia più le reali quotazioni di mercato. Basti pensare che risultano di categoria A1 numerosi immobili in zone come Cornigliano, Sampierdarena e Sestri Ponente, il cui valore commerciale in molti casi si è fortemente ridotto nel tempo rispetto ad altre zone della città e del Paese.

Nonostante un ordine del giorno approvato all’unanimità dal consiglio regionale a ottobre 2013 e una lettera inviata direttamente al presidente Burlando a inizio anno – rimasta senza risposta -, non sappiamo ancora cosa abbia realmente fatto questa giunta per risolvere questa situazione a dir poco paradossale e con risvolti iniqui per i genovesi che domani, scadenza per il pagamento dell’Imu, si troveranno a pagare tasse “superbe” per immobili che negli anni si sono fortemente svalutati”.

Così dichiara Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che domani mattina sarà nel quartiere di Genova Sampierdarena per un presidio di volantinaggio, dalle 10 alle 11 al mercato di via Anzani, per denunciare la mancata revisione della classificazione catastale degli immobili di lusso ancora presenti in quartieri che erano signorili 80 anni fa, ma hanno purtroppo visto un forte degrado.

“È evidente – spiega Pellerano – che il contesto di quartieri come Cornigliano o Sampierdarena, negli anni Quaranta considerati località balneari, è oggi profondamente mutato, sia dal punto di vista urbanistico sia da quello sociale. Sappiamo bene da quali e quante criticità siano oggi interessati con effetti negativi sulle quotazioni di mercato immobiliare alcune zone del nostro ponente cittadino. Tuttavia, per chi è proprietario di certi immobili in questi quartieri il tempo pare essersi fermato a un secolo fa, ma solo per quanto riguarda la classificazione in base alla quale l’ abitazione viene tassata, tassazione iniqua anche se si tiene conto dei pochi servizi ricevuti: mancanza di manutenzione, cattiva qualità dei collegamenti, raccolta dei rifiuti al collasso.

La possibilità per cambiare lo stato attuale della classificazione, renderla più equa e aggiornata con i tempi e sgravare dal peso di tasse assurde le famiglie genovesi c’era in questi mesi, ma non mi risulta che la Regione abbia fatto qualcosa di concreto nel quadro della riforma del catasto avviata dal governo. Cosa è stato fatto?

Per questa inerzia della giunta Burlando, molti genovesi domani pagheranno, se non lo hanno già fatto, un’Imu spropositata rispetto al reale valore del proprio immobile. Con questa ennesima iniziativa, vediamo se riusciremo a portare finalmente all’attenzione della giunta regionale, fino a oggi rimasta sorda ai nostri appelli istituzionali, le legittime istanze di tantissime famiglie ingiustamente tartassate”.