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Savicevic: “Mihajlovi co Capello”

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Genova. “Mihajlovic è un ottimo allenatore, lavora bene, è serio, cerca la mediazione”, i complimenti arrivano da Dejan Savicevic, la stella del calcio jugoslavo degli anni d’oro, compagno di Mihajlovic nella Stella Rossa di Belgrado che vinse la Coppa Campioni del 1991 e trascinatore del Milan di Capello. Savicevic, oggi presidente della Federcalcio montenegrina, era presente in tribuna perché in questi giorni a Bogliasco ha organizzato un incontro per 24 tecnici del suo Paese. E per uno estroso come “Il Genio” come sarebbe stato avere “un duro” come Mihajlovic come allenatore? “Non avrei avuto troppi problemi, lui è uno alla Capello”. “Speriamo di diventarlo – commenta Sinisa – credo che Dejan, visto che siamo molto amici, abbia voluto farmi un complimento anche se è noto che con Capello i rapporti non fossero così sereni”.

I complimenti alla Sampdoria arrivano anche da Stramaccioni, che spiega il motivo per cui la Sampdoria è riuscita a cambiare la partita: ” La mossa di mettere Soriano più centrale ci ha impedito di aggredirli come nel primo tempo. Resta il fatto che in Serie A non ci sono tante partite così aperte come quella di oggi. La Sampdoria ha mostrato qualcosa in più di noi. Ci manca il colpo del ko. Loro hanno un potenziale offensivo di primissimo livello”. Stramaccioni racconta anche un siparietto prima del fischio d’inizio: “all’inizio Dejan Stankovic, che praticamente è un fratello per Mihajlovic, mi chiede se volevo andare prima io a salutarlo. Io sono andato dalla sua panchina non accorgendomi che nel frattempo lui era venuto da noi. Ero talmente in trance che sono andato a scusarmi”.
L’analisi di Mihajlovic conferma i due volti della Samp nel primo e nel secondo tempo: “Troppo bassi e troppo lunghi all’inizio e solo tre minuti di black out ci hanno portato in svantaggio. Sapevamo che loro avevano più centimetri di noi, con Regini adattato avevamo solo Gastaldello di ruolo. Il secondo tempo è stato un tiro al piccione, abbiamo rischiato anche di perdere”. Un po’ di rammarico per il mister serbo c’è: “La squadra ha fatto tutto il possibile. Le palle gol sono capitate sui piedi sbagliati, abbiamo avuto un po’ di sfortuna”. Prima il 4-2-3-1, poi addirittura un 4-2-4 i moduli utilizzati da Mihajlovic durante la partita, che sottolinea: “In 16 giornate abbiamo perso solo una volta. Bisogna essere orgogliosi e contenti di questa squadra.
Su Okaka la solita severità: “Non mi sembra normale che su 10 falli l’arbitro non ne fischi uno a suo favore, lui in ogni caso non deve protestare”.