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Amt, l’affondo di Tursi: “Impedire consiglio non è democrazia, né lotta sindacale”

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Genova. “Il diritto all’azione sindacale è sacrosanto ma il funzionamento delle assemblee elettive lo è altrettanto”. E’ sempre più duro il muro contro muro tra Tursi, azionista di Amt, e lavoratori. Dopo il corteo di ieri, e la commissione di stamani in cui i sindacati sono stati ascoltati (con relativa polemica per l’assenza degli assessori), nel primo pomeriggio il Comune di Genova ha inviato una nota ufficiale in cui ribadisce la decisione assunta ieri di tenere la seduta di consiglio a porte chiuse.

“La volontà di interrompere i lavori del Consiglio era programmata e preannunciata – si legge nella nota – i sindacati avevano convocato un’assemblea retribuita in un locale che è proprietà del Comune, vicinissimo a Palazzo Tursi, notoriamente inagibile e neppure chiesto in uso: l’obiettivo vero era l’aula consiliare. L’unica possibilità per evitare il blocco del Consiglio comunale è stata quella di svolgerlo a porte chiuse, assicurando la diretta tv e lo streaming sul sito del Comune. Così, infatti, ha deciso la conferenza dei capigruppo, a larga maggioranza e non certo a cuor leggero”.

E per quanto riguarda la vertenza, le posizioni sembrano non avanzare. L’Amministrazione ribadisce ancora oggi “di aver dimostrato con i fatti la massima disponibilità all’apertura di un negoziato, avendo accolto la richiesta dei sindacati di revocare la disdetta dell’integrativo”. E ancora: “l’atteggiamento delle organizzazioni sindacali che, malgrado la revoca della disdetta, intendono disertare il tavolo della trattativa, è assurdamente dilatorio”.

Infine, l’ammonimento: “Purtroppo la realtà dei conti non muta, l’Amministrazione comunale non lascerà fallire la sua azienda e non ha intenzione di bruciare posti di lavoro. Proprio per questo, prima o poi, tutti dovranno affrontare la situazione per quella che è, senza pregiudiziali, ricercando le soluzioni migliori attraverso un corretto confronto sindacale. Sarebbe bene farlo rapidamente, nell’interesse della città e degli stessi lavoratori”.

Stamani intanto i genovesi si son trovati alle prese con i ritardi dovuti ai controlli di manutenzione sui mezzi, messi in atto dagli autisti Amt, e che hanno portato nella rimessa delle Gavette a un fermo temporaneo di 45 bus su 141, poi la situazione è tornata lentamente alla normalità. “Non è uno sciopero bianco- hanno ribadito i sindacati – l’azienda ha dato un’informazione non corretta ai cittadini, anziché evidenziare la criticità del parco mezzi di Amt”.