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Primarie regionali, Sara Di Paolo non ammessa. Lettera aperta: “Scopo regole è partecipazione democratica”

Regione. Sara Di Paolo “ha raggiunto il numero di sottoscrizioni raccolte tra i cittadini, ma non ha corredato le firme da quelle che lo Statuto del Pd, partito al quale appartiene e di cui è Dirigente, prevede in aggiunta a quelle ‘laiche’”.

Per questa ragione l’Utar, ufficio tecnico amministrativo dove sono rappresentati tutti i partiti della coalizione e che sovrintende alle procedure per le primarie regionali, sentiti i rappresentanti dei democratici e “la loro ferma intenzione di non poter derogare ad un principio statutario”, letta e ampiamente discussa la lettera che la candidata ha presentato, con la quale la Di Paolo chiedeva anche di poter essere considerata come candidata indipendente, ha deliberato che, allo stato dei fatti, “non sussistono le condizioni per convalidare la candidatura nemmeno come indipendente”.

La posizione è stata confermata anche dopo l’audizione che Sara Di Paolo ha chiesto di avere con l’Utar. I candidati alle Primarie 2015 per il Presidente della Regione Liguria restano dunque Raffaella Paita, Sergio Cofferati, per il Pd, e Massimiliano Tovo per il Centro Democratico “avendo raggiunto la quota di 1500 firme e sottoscritto gli impegni per la condivisione delle linee programmatiche della coalizione del Centro Sinistra e il sostegno al candidato che uscirà vincente dalle primarie”.

In giornata la stessa Di Paolo aveva inviato una lettera aperta alle 2.287 persone che avevano firmato il sostegno alla sua candidatura. “La vicenda della mia candidatura alle primarie, che è stata rifiutata dalla segreteria regionale del Pd di Giovanni Lunardon, merita un chiarimento per rispetto ai 2.287 firmatari – aderenti o meno al Pd – e a tutti coloro che non hanno fatto in tempo a partecipare e che mi inviano messaggi di solidarietà”.
“La motivazione del rifiuto si fonda sul presunto mancato rispetto delle regole, quelle stesse regole che però non sono valse per le recenti primarie in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Campania dove è stata favorita una più vasta partecipazione. La mia candidatura, che guarda con priorità alla società civile, ha profondamente rispettato lo scopo delle regole che è la partecipazione democratica. E’ questo che legittima la nostra iniziativa ed è di questo che siamo profondamente convinti”, ha scritto Di Paolo. “La verità è che la nostra regione è sempre più marginale e sfasciata e molti che ne hanno la responsabilità continuano a vivere di rituali e piccoli tatticismi, piuttosto che di visioni e di progetti di largo respiro”.