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Primarie centrosinistra, un sondaggio Opimedia lancia Cofferati: nel savonese batte Paita con il 62%

Liguria. Cofferati in vantaggio, Paita in difficoltà: è quanto emerge da una ricerca in provincia di Savona sulle prossime primarie del centrosinistra. Lo scenario per la presidenza della Regione Liguria potrebbe quindi cambiare considerevolmente, almeno stando ai dati raccolti nel savonese: l’assessore uscente, indicata come “delfino” di Burlando, dopo un inizio di campagna spumeggiante sembra soffrire, e non poco, la “discesa in campo” dell’ex sindaco di Bologna.

La ricerca è stata effettuata da Opimedia nel periodo dal 29 novembre al 1 dicembre, su un campione di 680 elettori savonesi rappresentativi (sia per fasce d’età che per titolo di studio) della popolazione residente in provincia. Si tratta, in tutti i casi, di soggetti maggiorenni, residenti sul territorio e di nazionalità italiana. I dati sono stati raccolti per mezzo di interviste telefoniche, e l’errore medio previsto da Opimedia sui risultati è del 2,8%.

Il vantaggio di Cofferati inizia, come peraltro intuibile, dalla maggiore popolarità: il 72% degli intervistati conosce Sergio Cofferati contro un 32% registrato da Raffaella Paita. Il progresso in termini di popolarità, anche rispetto a recenti rilevazioni, appare piuttosto contenuto. Massimiliano Tovo, il terzo candidato, è conosciuto solo dal 6% dei savonesi.

Pre quanto riguarda il giudizio complessivo, Raffaella Paita raccoglie un rate positivo del 25% (6% “molto positivo” e “19% “positivo”) con un 43% di valutazione neutre (“né positivo né negativo”). Il giudizio negativo giunge dal 21% delle risposte. Cofferati raccoglie invece il 37% di giudizi positivi (4% “Molto positivo” e 33% di “Positivo”) con un 35% di intervistati che non si sbilancia. Identici a Paita i giudizi negativi (21%).

Ma il dato più eclatante e atteso è quello sul voto alle primarie. Su questo punto Cofferati raccoglie il 57% di preferenze, contro il 37% di Paita e il 4% di Tovo, mentre il 2% non sceglierebbe nessuno dei tre. Un vantaggio che cresce ulteriormente se si considerano solo gli elettori che dichiarano di andare sicuramente a votare alle primarie di gennaio: tra i votanti “certi” il 62% voterebbe Cofferati, il 34% Paita e il 4% Tovo.

“Il numero dei cittadini che andranno a votare il prossimo 11 gennaio rimarrà in ogni caso determinante – spiega però Opimedia – l’ampiezza o meno della platea dei votanti può, infatti, determinare significative variazioni dei risultati apportando specifici vantaggi a seconda della tipologia del candidato, il radicamento territoriale e i bacini socio economici di riferimento se differentemente motivati nella partecipazione al voto”.

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