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Pallanuoto, Champions League: la Pro Recco espugna Eger e prosegue nella sua corsa a punteggio pieno

Recco. Piscina gremita all’inverosimile e tifo incandescente da parte dei tifosi ungheresi che trasformano la cattedrale pallanuotistica di Eger in un girone dantesco a tutti gli effetti.

Alla Bitskey Aladár c’è davvero il tutto esaurito, ma questo non impedirà, a fine gara, alla Pro Recco di vincere con il risultato di 4 a 11 davanti a 1224 spettatori.

Nonostante il clima i biancocelesti partono a marce ingranate e nelle prime due superiorità numeriche conquistate da Dusko Pijetlovic al centro ci pensano prima Prlainovic, poi Filipovic, a portare sul 2 a 0 la Pro.

Non ci sono spazi per i padroni di casa e i liguri – forti di una difesa dal pressing asfissiante – in controfuga non perdonano: proprio come accade a metà del primo parziale quando Figlioli scappa via alla retroguardia magiara e con la sua velocità libera Prlainovic che va a rete e porta sul +3 la formazione allenata da Igor Milanovic.

I biancocelesti, oggi, sembrano implacabili con l’uomo in più e con Andrea Fondelli fanno davvero male, prima da fuori e poi dal palo proprio in superiorità: a due minuti dalla fine del primo set il tabellone parla chiaro, Eger – Pro Recco 0 – 5. Il primo gol dei padroni di casa arriva a un minuto dal termine, questa volta è la Pro a subire la controfuga magiara e a incassare la segnatura firmata Lorincz.

Parte il secondo tempo, Jokovic con l’uomo in più e Pijetlovic dal centro assestano un “Uno-Due” devastante che mette all’angolo l’Eger e la reazione di Szivos, a uomo in più (2-7), non scalfisce la formazione biancoceleste che risponde immediatamente con Niccolò Gitto in superiorità, andando a siglare dal palo (2-8).

Tempesti dietro è insuperabile, la difesa chiusa e serrata come le file di un’armata: ergo passare è impossibile. L’Eger ci prova con i tiri dalla distanza, con l’uomo in più e con le conclusioni dal centro. Non c’è nulla da fare la retroguardia pare una muraglia invalicabile. Serve una massima punizione ai padroni di casa per andare a siglare la rete del -5.

Nel terzo tempo poco cambia, adesso i recchelini controllano il gioco mantenendo le distanze, ed è proprio dalla distanza che Maro Jokovic fa davvero male a Mitrovic superandolo con un tiro di rara precisione balistica. Passa poco tempo e il tandem arbitrale fischia un altro rigore in favore dei padroni di casa, questa volta sul dischetto immaginario dei cinque metri va l’ex di turno Marton Szivos che si fa stregare da Tempesti. Il numero Uno e capitano della Pro respinge il tiro dove nessuno può arrivare; Cuk tuttavia, sull’evolversi dell’azione, raccoglie la sfera e la scaglia in porta: questa volta Tempesti non può nulla e l’Eger segna il gol numero 4.

Quarto scatto sulla palla e quarta conquista della sfera da parte di Figlioli che non solo “viaggia” come un aliscafo, ma si inventa marcatore del centroboa e non permette a nessun avversario di sfiorare neppure un pallone; non contento riparte in controfuga nel modo che più gli è congeniale e, servito sotto rete, va a siglare il gol del 4 a 12.

La partita va in archivio e il ritmo rallenta per forza di cose; l’ultimo minuto scivola via tra il suono di tamburo assordante degli ultras dell’Eger e l’applauso sportivamente rivolto alla vittoria della Pro Recco e allo spettacolo dato in vasca dai sedici giocatori.

Il tabellino:
ZF Eger – Pro Recco Waterpolo 1913 4-12
(Parziali: 1-5, 2-3, 1-3, 1-1)
ZF Eger: Mitrovic, Angyal, Zalanki, Cuckovic, Hosnyanszky, Lorincz 1, Cuk 2, Szivos 1, Erdelyi, Vapenski, Bedo, Harai, Csoma. All. Norbert Dabrowsky.
Pro Recco Waterpolo 1913: Tempesti, Jokovic 2, Figlioli 1, Fondelli 2, Pijetlovic 2, Giacoppo 1, Prlainovic 2, Figari, Filipovic 1, Ivovic, Gitto 1, Pastorino. All. Igor Milanovic.
Arbitri: Peris (CRO) e Birakis (GRE). Delegato Len: Moliner Molins (ESP).
Note. Superiorità numeriche: Eger 1 su 11 più 2 rigori di cui 1 segnato, Pro Recco 7 su 10. Usciti per limite di falli Niccolò Gitto e Aleksandar Ivovic nel quarto tempo.