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Mini rimpasto a Tursi, restano i dubbi: “Cambio politico. Fra tutti, proprio Oddone?” foto

Genova. Ce n’est qu’un début. Non è che l’inizio. Francesco Oddone, assessore uscente della giunta Doria dopo il repentino rimpasto di ieri, lascia con un post sul suo profilo Facebook, citando il motto studentesco degli anni Sessanta: Non è che l’inizio (continuiamo a combattere). Riepilogo sommario di “questi complessissimi 2 anni e mezzo”, grato per “l’opportunità di servire per 30 mesi la mia città, in un periodo difficilissimo e anche per ciò entusiasmante”.

“Le mie dimissioni sono dovute ad esigenze interne e quindi, senza fare polemica alcuna, ho tratto le doverose e necessarie conseguenze sul piano etico e politico”, scrive Oddone. E ancora: “Ho avuto l’immenso privilegio di poter operare quotidianamente per Genova, la mia vera e grande passione, collaborando con un Sindaco che mi scelse in tutta libertà, senza dover sottostare ad alcun vincolo se non quello della morale e dell’integrità. Il lavoro più bello del mondo, grazie anche alla delega – per me, contrariamente alla visione di altri, assolutamente strategica – alle politiche della Smart City, al coordinamento delle politiche europee ed alla promozione delle relazioni internazionali”.

Senza tralasciare “rammarico e amarezza” per ciò che ancora si poteva fare. “Credo però che abbia fatto cose che resteranno, anche nell’impostazione politica, e che ci si possa rendere utili in tanti modi”, magari mettendo insieme “Smart, Genova, Europa”. Molti gli attestati di stima, numerosi mi piace e una pioggia di commenti, dalla società civile, semplici cittadini, simpatizzanti o meno, e qualche esponente politico. E’ lo stesso circolo del Pd Centro Est, del resto, a ringraziare pubblicamente l’ex assessore sulla sua bacheca per “la disponibilità che ha sempre dimostrato verso le problematiche del Centro Storico e dei commercianti”, aggiungendo in coda i “migliori auguri di buon lavoro al nuovo Assessore Emanuele Piazza, un iscritto storico al nostro circolo”. Proprio dal cuore del centro storico, arriva il disappunto e il dispiacere “la Maddalena perde una persona disponibile al dialogo e al confronto e che ci ha messo la faccia più volte sostenendo le azioni del territorio! Peccato”, scrive Luca.

Ma c’è chi vede nella nomina di Piazza, trait d’union con Roma in qualità di esperto chiamato da Matteo Renzi e Filippo Taddei a disegnare il Jobs Act, un sindaco “ormai letteralmente sotto scacco del Pd”. E’ il capogruppo della Lega Nord, neo vicesegretario nazionale a lanciare il dardo: “il rischio peggiore è che l’attività amministrativa e istituzionale del Comune di Genova venga pilotata da un sistema di potere che ha fallito su tutti i fronti”. Dopo il nuovo direttore generale di Amiu Ivan Strozzi e ora Piazza, “il 2015 non lascia sperare nulla di buono: non vorremmo assistere ad altre “casuali” nomine Pd, per esempio, con l’entrata in funzione della nuova Agenzia unica del trasporto”. Infine, “con tutti gli assessori che si potevano sostituire si è scelto proprio l’assessorato che forse faceva più comodo al Pd renziano, quello allo sviluppo economico e al lavoro”.

Anche per il capogruppo di Fds a Tursi, Antonio Bruno, la nomina del consulente di Matteo Renzi “ha il dono della tempestività”, data l’imminente manifestazione di domani contro le politiche del governo in materia di lavoro “che Emanuele Piazza ha contribuito a scrivere. E’ un netto spostamento a destra del governo della città e imbarazza molto (anzi irrita pesantemente) chi ritiene lo Statuto dei Lavoratori sia stato un baluardo per la civiltà del nostro paese”, commenta Bruno preoccupato per la futura politica economica della Giunta Doria: “come si comporterà il neo assessore di fronte alle vertenze Esaote, Finmeccanica, Ilva, Fincantieri? Implementerà ancora di più le scelte liberiste che lo hanno visto protagonista nella gestione di società del Gruppo Iren in cui ha lavorato?”.

E non fa mancare il suo disappunto neppure Sel, il partito attorno a cui gravitava Oddone, anche se senza tessera e quotato come indipendente, con una nota postata su Facebook e firmata dalla segreteria provinciale a tre mani, Mario Pesce, Angelo Chiaramonte e Massimiliano Milone.

“L’assessorato uscente aveva preso posizioni forti, ad esempio su Centrale del Latte e sulla questione di Esaote, legata al cambio di destinazione d’uso, in funzione della difesa di posti di lavoro e attività produttive sul territorio cittadino – ricordano i segretari- Posizioni che hanno visto spesso il Comune isolato rispetto alle altre istituzioni, Regione in primis. Viene da chiedersi se e come queste posizioni verranno mantenute ora che su queste deleghe si è sostituito un assessore targato in maniera inequivocabile, facendo apparire la stessa giunta molto meno indipendente e molto più politicamente orientata rispetto a prima. Tutte questioni sulle quali, al di là di comunicati più o meno asettici, sarebbe opportuno approfondire con lo stesso sindaco Doria che ha deciso questo improvviso mini rimpasto di giunta”. Tradotto in un commento più stringato: “a fronte di una giunta che sicuramente aveva bisogno di una regolata, perché si è voluto sostituire proprio Oddone, invece di altri sicuramente più criticati?”.