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Maltempo e grandi opere, i No Tav: “Assunzioni per terzo valico? Propaganda. Spostare risorse su sicurezza territorio”

Genova. Spostare le risorse destinate alle grandi opere su interventi che mettano in sicurezza un territorio reso ancora più fragile dopo i recenti fenomeni alluvionali. Lo chiede il movimento No tav terzo valico che questa mattina ha organizzato una conferenza stampa nella sede dell’Informagiovani di palazzo Ducale a Genova.

“La recenti alluvioni di ottobre e novembre – spiega Lorenzo Torrielli del comitato Val Verde No tav – rende ancor più evidente la necessità di intervenire sul territorio per la messa in sicurezza delle persone e delle cose. In Val verde alle spalle di Genova la situazione è ancora critica con numerose strade comunali e provinciali interrotte, persone ancora fuori casa e altre che rischiano di finirci. In un periodo in cui le risorse sono molto poche occorrono mezzi ingenti per tornare alla normalità. Per questo ci sembra particolarmente evidente come i finanziamenti debbano essere dirottati su quella che oggi deve essere considerata una priorità assoluta”.

Fra l’altro i no tav denunciano come l’apertura dei cantieri del terzo valico ferroviario abbia aggravato una situazione già critica; “Basti pensare al deragliamento del Frecciabianca a Trasta in Valpolcevera, al cantiere di via Tecci a Pontedecimo, dove gli abitanti hanno rischiato di essere evacuati, al crollo della strada sovrastante al cantiere del Maglietto o a quello della strada che porta a Cravasco”.

Con i no tav anche gli edili questa mattina hanno chiesto in un convegno risorse e posti di lavoro per la messa in sicurezza del territorio anche se tra il movimento che si batte contro la realizzazione del Terzo Valico e gli edili non sono mancati in passato scambi verbali accesi e accuse reciproche.

“In questi mesi abbiamo assistito alle proteste degli edili che rivendicano posti di lavoro legati alla grandi opere sostenuti anche dall’amministrazione regionale – aggiunge Gianluca Puzzolo – ma crediamo che le 50 assunzioni promesse da Cociv per i lavoratori locali non siano certo un volano per la ripresa dell’edilizia in Liguria”.

“Al di là delle grandi opere di messa in sicurezza come gli scolmatori – spiega l’attivista – servono interventi importanti e duraturi nel tempo che si potrebbero realizzare con pochi soldi”.

E sul tema del lavoro legato alla messa in sicurezza del territorio i no tav rispolverano un documento del 2012 della Cgil: “In questo documento – mostra Puzzolo carte alla mano – viene individuato in un miliardo di euro l’investimento necessario per mettere in sicurezza la città, cifra che si tradurrebbe secondo la Cgil in oltre mille posti di lavoro per 10-15 anni. Ciò significa che gli stessi sindacati nel 2012 avevano capito che il volano per la ripresa dell’edilizia poteva essere un altro. Invece quest’operazione fatta insieme alla Regione ci sembra solo una mossa di propaganda che serve più alla giunta Burlando che agli edili stessi”.