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Lutto nel mondo del rugby: il Cus Genova piange Lorenzo Massa

Genova. Questa mattina se n’è andato Lorenzo Massa, pilone e colonna portante del Cus Genova

Di seguito, il comunicato della società rugbistica genovese.

La retorica, in questi casi, vuole che si dica che un rugbista non muore mai, al limite passa la palla. Ma nel caso di Lorenzo Massa, Lollo per gli amici, la retorica non vale, perché a lui non piaceva. Era uno diretto, come si confà a un pilone vero, in campo e fuori. Perché i piloni, nel rugby, sono quelli che reggono il peso di tutti, della mischia e delle mischie, e gente abituata come lui a farlo per anni sul campo lo ha fatto per tutta la vita anche fuori dal campo. Che non ha mai abbandonato, giocando un ruolo sempre e comunque importante nel Cus Genova.

La retorica, in genere, dice “dopo lunga e penosa malattia”, e pare di sentirlo, Lollo, rispondere che penoso sarà chi dice una cosa del genere. Perché lui ha lottato ogni istante, ogni momento, e si incazzava come fanno le acque chete, che non si arrabbiano mai, ma poi rompono i ponti, e burbero com’era minacciava chiunque gli dicesse “Coraggio”, oppure “Mi raccomando”. In poche parole, lui e Michela, inseparabili nella vita e sulla adorata moto (anche stando dietro, guidava sempre lei), hanno combattuto e gioito per le poche vittorie, ma non si sono mai fatti abbattere, nonostante le difficoltà.

Ora bisogna riconoscere che l’avversario, subdolo e cattivo, è stato più forte, e Lorenzo ci lascia più soli. La sua famiglia, con gli amatissimi Giacomo e Adele e il nipotino Leonardo, e la futura nipotina che arriverà tra pochi mesi, e che avrebbe voluto vedere, il Cus Genova, di cui era apprezzato consigliere, la sezione Rugby, di cui era praticamente l’anima di ferro, il Comitato Regionale della Fir, di cui era presidente della commissione tecnica, lo piangono con la certezza che se n’è andato un grande uomo. E con l’amarezza e il vuoto che questo vuole dire.

Ora, al Cus Genova Rugby, siamo tutti un po’ più soli, anche quei ragazzi che non giocano più, ma hanno sempre sentito Lollo come uno di loro, uno che sapeva cosa vuol dire giocare a rugby a qualsiasi livello, dal più basso al più alto, e che i sacrifici sono praticamente gli stessi, e a tutti dava uguale considerazione, aiuto e consigli. Un po’ più soli sono anche quei vecchi ragazzi che giocavano con lui, e che hanno sempre trovato un amico in quella faccia un po’ così, e quelli che hanno conosciuto anche il suo grande papà Giacomo, anche lui anima del Cus Genova di qualche anno addietro. Insomma, per farla breve, ché a lui le smancerie mica piacevano, era sempre presente. E ora ci mancherà sempre di più.

Addolorato tutto il Cus Genova, il cui presidente, Mauro Nasciuti, ha voluto esprimere il proprio cordoglio: “In occasioni come queste le parole servono a poco, ma servono a ricordare un uomo che ha dato tanto a tutto il Cus, e che è stato sempre un esempio per tutti noi e che avevo individuato come giovane dirigente su cui fondare anche il nostro futuro”. Il responsabile della sezione rugby, Stefano Bertirotti: “Piango un amico caro, sincero, un vecchio pilone di quelli come non ne fanno più. Ci stringiamo tutti, forte, attorno a Michela, Adele e Giacomo, e conserveremo sempre il ricordo di un uomo buono”.