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Ilva, niente premio di risultato. Stato di agitazione a Genova: “Pronti a scendere in piazza”

Genova. Proclamato lo stato di agitazione allo stabilimento Ilva di Genova Cornigliano, dopo l’annuncio da parte della direzione del personale che il 10 dicembre non sarà pagato il premio di risultato. “Si tratta di una quota del contratto integrativo di circa 500 euro sul trimestre – spiega Armando Palombo, rsu Fiom – e visto che sappiamo che i soldi ci sono pretendiamo che il premio venga pagato puntualmente”. Per questo l’assemblea dei lavoratori questa mattina ha proclamato lo stato di agitazione.

Il clima è di grande preoccupazione: alla rappresentanza sindacale unitaria è stato comunicato che non sarà corrisposto il premio di risultato, ma allo stesso tempo, durante la trattativa per le acciaierie di Terni svoltosi ieri a Roma tra le Segreterie nazionali Fim Fiom Uilm e il Ministro Guidi, il Ministro ha dichiarato che su Ilva non sussistono problemi per il pagamento delle spettanze di dicembre. Queste notizie contraddittorie, legate all’incertezza sul futuro degli stabilimenti sta creando forte tensione, e non solo nello stabilimento genovese.

Secondo quanto appreso, infatti, i soldi ci sarebbero, ma i pagamenti potrebbero essere dilazionati in modo da arrivare almeno a febbraio, quando le sorti dell’Ilva potrebbero essere più chiare, soprattutto dopo che il premier Matteo Renzi ha ipotizzato la possibilità di un intervento forte dello Stato per risanare l’azienda prima di rimetterla sul mercato. Una possibilità che la Fiom stessa giudica positivamente ma invita il Governo a procedere “in modo rapido e trasparente, chiedendo a questo proposito, l’apertura di un tavolo nazionale di confronto”.

Sempre secondo quanto appreso da fonti sindacali, un incontro per discutere del ‘pdr’ è stato fissato per oggi pomeriggio nello stabilimento Ilva di Taranto. “O arriveranno smentite ufficiali rispetto a questa scelta – dice il sindacalista – o da domani siamo pronti a scendere in piazza”.