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Politica

Gronda, biodigestore e ospedale del Ponente, ultimatum della Regione a Tursi. Sette le partite da chiudere entro aprile

Genova. Sette partite da chiudere entro il 2 di aprile, perché “se le lasci lì è peggio”. Spiccano la gronda, il Tpl, il biodigestore, l’ospedale del Ponente, ma ci sono anche il Blueprint di Piano e la vicenda province. Nell’ultimo scorcio di legislatura, Claudio Burlando guida la Regione per lo sprint finale “come successo per Ilva e Piaggio”, vertenze complicate eppure in via di soluzione. Ma per sciogliere i sette nodi capitali, l’ente di piazza De Ferrari chiama in causa, e direttamente, Tursi. “Contrariamente al Comune che ha davanti due anni e mezzo, noi abbiamo solo tre mesi di tempo”, spiega Burlando. Ultimatum o “agenda” dettata, al primo punto resta comunque la gronda, terreno minato per il sindaco Doria.

“Noi siamo notoriamente a favore – avverte il Governatore – chiediamo al Comune di sciogliere il nodo politico”. Ovvero: inserire, o meno, il tracciato nel Puc, “in modo che poi si possa andare in conferenza dei servizi e lì, nella sede opportuna, affrontare tutte le questioni di merito”. Inoltre, una volta pronto il progetto per il tunnel della Fontanabuona a gennaio, la Regione chiede di inserire in convenzione anche l’opera che “costa tutto sommato 200 milioni”.

C’è poi il discorso trasporto pubblico, su cui gli attriti sembrano superati. “Va definito assolutamente il bando per il tpl entro marzo – sottolinea il presidente – per questo dobbiamo finalizzare il fondino collegato pochi giorni fa al bilancio”. Poi sarà necessario far partire il bando per acquistare nuovi bus per 12,5 milioni, e infine un altro bando che sia “attento al rapporto ferro-gomma, perché molto del servizio dovrà passare da gomma a rotaia”.

Altro nodo cruciale: l’emergenza rifiuti, alla ribalta più che mai negli ultimi giorni in cui molti quartieri di Genova sono sommersi dalla spazzatura non raccolta. “Dopo la chiusura Scarpino abbiamo fatto accordi con realtà regionali e interregionali”, conferma Burlando. Le radici del problema però sono profonde, affondano nelle scelte delle passate amministrazioni che sul tema rifiuti hanno proposto una dopo l’altro soluzioni diverse. Pericu il termovalorizzatore, Vincenzi il gassificatore e Doria il biodigestore, come ricordato ancora oggi dal presidente della Regione. Proprio in favore di questo ultimo, considerate anche le oggettive difficoltà dei termovalorizzatori sparsi nel paese, la Regione offre la disponibilità ad affrontarne il cofinanziamento con fondi europei. “Naturalmente prima bisogna decidere dove si fa – ammonisce Burlando – se si decidesse per Cornigliano, sarebbe importante chiudere la conferenza dei servizi che non è ancora stata aperta dal Comune”. Il costo per la bonifica dell’area sottoprodotti Ilva, particolarmente inquinata, non è eccessivo, spiega il presidente, “in questo modo potremmo liberare risorse, e se la vecchia centrale, come ipotizzato, fosse scelta per il biodigestore, destinarle alla bonifica”.

L’altra partita da chiudere è la vicenda province: la Regione ha tre mesi per approvare una legge complessa, da definire anche e insieme allo Stato, “avviando un complesso percorso di mobilità del personale per trasferire le competenze agli enti in cui devono andare, oppure a quelli che ne hanno bisogno, come le dogane”. E se il sindaco Doria ha già polemizzato con l’ente di Piazza De Ferrari, il Governatore smorza i toni: “competenze, entrate e personale vanno insieme, ma noi non ambiamo ad assumere molto di questo personale”.

Altra questione aperta: il progetto Piano, su cui “abbiamo disponibilità di risorse – annuncia Burlando – se poi Piano, come sembra, vuole offrire il progetto alla città gratuitamente, vediamo se servirà comunque una parte per progetti a valle o per il concorso di idee”.

Infine c’è l’annosa questione ospedale del Ponente, e qui la chiamata a Tursi è diretta. “Il Comune ha da tempo in mano le varie proposte, mi pare si orienti su Erzelli, cosa che noi condividiamo, ma ora è importante fissare l’accordo così da ridisegnare Erzelli”. Dato quasi per scontato che Ingegneria non andrà sulla collina hitech, Esaote e IIt, invece, si trasferiranno nell’edificio già esistente, Elemaster in uno a parte. Poi spazio al nuovo ospedale e a un incubatore finanziato dal Mise “per le future start up che avranno bisogno di spazi”.

Sette punti, sette partite da chiudere entro fine mandato. “Noi siamo pronti – avverte Burlando – se non sarà così la colpa non sarà nostra”.