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Cronaca

Emergenza rifiuti, il Comune risponde a Burlando: “Insufficienti i siti individuati per lo smaltimento”

spazzatura alassio

Genova. Il Comune di Genova risponde al presidente della Regione Claudio Burlando sulla questione emergenza rifiuti dopo la chiusura della discarica di Scaripino. “ L’individuazione dei siti per il conferimento dei rifiuti in condizioni di emergenza è compito della Regione Liguria – precisa una nota di palazzo Tursi – e la delibera regionale con l’individuazione dei siti per lo smaltimento nell’ultima settimana di dicembre e nel 2015 è stata adottata soltanto il 22 dicembre. Ancora, secondo il Comune di Genova i siti individuati sarebbero insufficienti: “Amiu ha sollecitato oggi alla Regione Liguria un immediato intervento per colmare l’insufficienza stimata in circa 200 tonnellate al giorno. Nel frattempo Amiu, di propria iniziativa, sta prendendo contatto con altri impianti fuori Liguria che non necessitino di accordi tra regioni, al fine di evitare l’accumulo dei rifiuti e assicurare le condizioni igieniche non solo a Genova ma anche in numerosi comuni dell’area metropolitana”.

Le precisazioni del Comune riguardano anche la richiesta di Burlando di decidere dove collocare il nuovo biodigestore: “Per quanto riguarda le aree di Cornigliano e i presunti ritardi del Comune di Genova, va ricordato che il Comune non può convocare una conferenza dei servizi in assenza di un progetto. L’approvazione di un progetto di bonifica tecnicamente ed economicamente realizzabile è stata fino ad oggi impedita dai vincoli posti da parte del Comitato Tecnico Regionale. Per sbloccare la situazione, recentemente, Società per Cornigliano ha commissionato ulteriori approfondimenti a Sviluppo Genova, grazie ai quali potrebbe essere finalmente vicina una soluzione tecnica realistica da sottoporre agli enti competenti, previa condivisione con Arpal”.

E sulla collocazione nell’area dell’ex centrale termoelettrica dell’Ilva Tursi e Amiu solevano dubbi: “Peraltro, il possibile utilizzo dei fondi risparmiati dalla bonifica non potrebbe risolvere il problema delle aree per l’impiantistica Amiu in quanto l’area indicata dal presidente della Regione necessita di una bonifica che richiede, ottimisticamente, tempi valutabili in 4-5 anni, del tutto incompatibili con le esigenze della città. Questa è la ragione per cui Amiu ha chiesto ad Ilva aree diverse”.

“Di fronte a problemi complessi e situazioni di emergenza la reale collaborazione tra le istituzioni – conclude la nota – non deve essere posta in secondo piano rispetto ad altre esigenze”.

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