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Città Metropolitana: statuto “base” approvato all’unanimità. Revisione entro febbraio

Genova. Statuto approvato e subito emendato, per ora nell’intenzione. Prende vita la nuova Città Metropolitana che andrà a sostituire, dal prossimo 1 gennaio, la provincia di Genova. Un iter difficile, in una situazione particolarmente complicata.

Dopo le proteste dei dipendenti, che temono di ritrovarsi senza lavoro, e le inquietudini legate all’attribuzione e soprattutto al finanziamento delle funzioni del nuovo organismo, i sindaci del territorio genovese (oggi ne erano presenti 49 su un totale di 67) hanno approvato all’unanimità il nuovo statuto, in forma, per dirla con le parole del sindaco metropolitano Marco Doria, “essenziale, lineare”.

Si è trattato di un voto obbligato, legato proprio a quella “linearità”. La carta fondativa non poteva infatti essere emendata nella seduta di oggi, ma solo approvata o respinta e nell’ultimo caso si sarebbe creata una grave impasse che avrebbe bloccato tutto sul nascere.

Le riserve dei sindaci riguardano soprattutto i rapporti Città metropolitana-Comuni. Come ha spiegato il sindaco di Ronco Scrivia Simone Franceschi si cerca di dar vita ad una conferenza metropolitana più incisiva, in modo da equilibrare il peso del consiglio metropolitano, e di ottenere la possibilità dei sindaci di prendere parte alle commissioni del consiglio metropolitano.

La legge prevede la possibilità di emendare lo statuto. Alla fine si farà: la proposta di Doria, votata anche questa all’unanimità, prevede che nel mese di gennaio la conferenza metropolitana avvii un percorso, che dovrà concludersi il 28 febbraio, di verifica della carta.