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Bufera Carige, chiuse le indagini sulla truffa ai danni del ramo assicurativo: 10 indagati

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Genova. La Procura di Genova ha chiuso le indagini sulla prima tranche dell’inchiesta Carige che riguarda la compravendita degli immobili ai danni di Carige Vita Nuova, ramo assicurativo del gruppo che portò in carcere a maggio fra gli altri l’ex presidente di Banca Carige Giovanni Berneschi, la nuora Francesca Amisano e l’ad di Carige Vita Nuova Ferdinando Menconi.

Dieci gli indagati: oltre a Berneschi, Amisano e Menconi ci sono Alfredo Averna, Ernesto Cavallini, Sandro Maria Calloni, Davide Enderlin, Ippolito Giorgi di Vistarino e Andrea Vallebuona e Piermaurizio Priori, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e riciclaggio.

In pratica gli amministratori, insieme a faccendieri e imprenditori avrebbero acquistato immobili a prezzi gonfiati con i soldi del ramo assicurativo di Carige, reinvestendo le plusvalenze ricavate all’estero e, in particolare, in Svizzera.

A Berneschi, Menconi, Cavallini, Calloni, Enderlin, Vallebuona e Amisano il procuratore aggiunto Nicola Piacente e il sostituto procuratore Silvio Franz, titolari dell’inchiesta, contestano il reato di associazione a delinquere finalizzato alla truffa o all’appropriazione indebita nonché il successivo riciclaggio e reinvestimento dei proventi illeciti.

In particolare Berneschi e Menconi, a capo rispettivamente di Banca Carige e Carige Vita Nuova “orientavano le scelte strategiche delle stesse inducendo a effettuare operazioni finanziarie il cui profitto veniva canalizzato, in gran parte, nella disponibilità degli stessi anche con l’utilizzo di soggetti giuridici esteri”.

Le operazioni ‘gonfiate’ contestate in fase di avviso di conclusione indagini preliminari partono già alla fine degli anni Novanta “con l’ acquisto dal gruppo immobiliare Cimatti dal 1998 al 2003 del gruppo di edifici sito in Milano, viale Gran Sasso, via Garofalo e via Paisiello nonché dell’ immobile di viale Certosa, 222, sede storica della NordItalia spa, degli immobili di Roma, via Torlonia nel1999 – e Milano, via Salomone, 77 nel 2001 – dell’immobile di via Gallarate, 203 nel 2002; e dal gruppo Cavallini dal 2004 del complesso turistico alberghiero Novotel di Castenaso nel 2004. Completano il quadro le acquisizioni di Dafne immobiliare srl, proprietaria dell’immobile di viale Certosa, 222 nel 2005, Portorotondo Gardens nel 2005 – , I.H. Roma srl” e Salomone srl – entrambe del 2006 con l’ operazione di acquisizione delle quote “Assi90”.

A Enderlin , Calloni , Vallebuona e Amisano viene contestato anche il riciclaggio a favore di Menconi e Berneschi, reato secondo la Procura messo in atto “organizzando artificiose operazioni immobiliari e finanziarie , prestandosi a figurare quali prestanome, personalmente o tramite società ad essi riconducibili , per ostacolare l’ identificazione della provenienza delittuosa delle somme provento delle truffe”.

Per Berneschi e Menconi il reato di associazione a delinquere viene contestato a partire dal 1997, a loro via via si sarebbero aggiunti gli altri indagati. L’associazione sarebbe stata ‘attiva’ fino al maggio di quest’anno, quando per tutti scattarono le manette. Al commercialista collega di Vallebona Alfredo Averna, al notaio Pierdomenico Priori e all’avvocato Ippolito Giorgi Di Vistarino viene contestata la falsità materiale per aver “contraffatto il verbale di assemblea dei soci 30.9.2012 della società MB Service srl”.

In particolare gli indagati per occultare il riciclaggio “dopo avere acquisito un nuovo foglio vidimato in bianco fornito dal notaio Priori – scrivono i pubblici ministeri – i concorrenti concordavano e provvedevano alla distruzione e sostituzione del verbale autentico con altro nel quale veniva eliminato il riferimento alla volontà di acquisto dell’ albergo Admiral di Lugano”.