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Amt, i sindacati: ” La lotta non si ferma, Doria passi dalle parole ai fatti. Chiediamo scusa a cittadini per disagi”

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Genova.“La nostra lotta non si ferma almeno finché il sindaco di Genova non decide di passare dalle parole ai fatti mettendo per iscritto come intende garantire il trasporto pubblico genovese nei prossimi anni facendo partecipare Amt alla gara per il bacino unico di trasporto su gomma”. Michele Monteforte, Filt Cgil, riassume così le posizione unitarie dei sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl dopo l’incontro di venerdì in Prefettura dove il prefetto Fiamma Spena ha riportato ai segretari generali le parole del sindaco Marco Doria che avrebbe affermato che Amt parteciperà alla gara costituendo un associazione temporanea di imprese con le altre aziende liguri di trasporto pubblico e il supporto di un socio finanziario.

“Le parole devono tradursi in delibere approvate dai consigli comunali – ripetono i sindacati – fino ad allora non ci fidiamo di nessuno”. Non solo, i sindacati chiedono anche chiarimenti rispetto “al ruolo di questo socio privato che l’amministrazione sta cercando e ai tempi con cui verrà ”. Dopo la battaglia dello scorso anno che portò a 5 giornate di sciopero proprio contro l’ipotizzata privatizzazione di Amt i sindacati non vogliono sorprese. L’assessore comunale ai Trasporti Anna Maria Dagnino questa mattina ha assicurato che “una convocazione ci sarà. Stiamo facendo alcuni approfondimenti sulle prospettive che si aprono con l’approvazione del ‘fondino’ da 10 milioni da parte della Regione”. Un fondino, che consente l’esodo anticipato di personale nelle aziende di tpl ligure proprio in vista della gara e di cui Amt potrebbe usufruire per il 54%, anche se i dettagli del provvedimento e i requisiti saranno definiti più avanti.

Il provvedimento sarà votato in consiglio regionale entro la settimana. E’ probabile che il Comune di Genova stia attendendo proprio l’approvazione del ‘fondino’ prima di convocare i sindacati. Intanto le proteste dei lavoratori Amt vanno avanti. Questa mattina i ‘controlli straordinari di sicurezza’ hanno portato al ritardo di 22 bus su 80 in uscita dalla rimessa Mangini della Foce e nei prossimi giorni prenderanno forma nuove forme di protesta. “A parte il ‘fondino’ i modi per recuperare le risorse mancanti a bilancio ci sono – conclude Monteforte – ma prima devono mettere nero su bianco un progetto senza credere di poter recuperare anche parte di questi soldi dagli stipendi dei lavoratori. Perché su questo noi non ci stiamo”. “Ci dispiace per eventuali disagi ai cittadini – aggiunge Mauro Nolaschi, Faisa Cisal – e a loro chiediamo scusa ma le politiche dell’amministrazione comunale se non cambiano inevitabilmente colpiranno non solo i dipendenti ma anche i cittadini stessi”.

E rispetto all’ingresso di un socio privato nel consorzio di aziende che potrebbero partecipare alla gara Nolaschi commenta: “Deve essere chiaro che il privato mette risorse proprie, ma non esonererà certo il pubblico dal pagamento delle sue quote quindi la mossa sembra soprattutto finalizzata a scaricare su altri la responsabilità politica delle scelte. Comunque attendiamo la convocazione e vedremo cosa hanno intenzione di fare”.