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Alluvioni, frane, abusi: Liguria tra bellezza ed emergenza. Gabrielli: “Impensabile rimediare a tutto” fotogallery

Liguria. Più alluvioni nello stesso mese, poi l’incubo frane che non accenna a scomparire. E’ il territorio fragile di una regione che ormai declina, allo stesso tempo, bellezza ed emergenza. E’ la Liguria che “conosce bene entrambe le parole, purtroppo in questo periodo soprattutto la seconda. Un territorio che è ricco di bellezze, storia e tradizioni ma che è molto fragile, e in alcuni contesti abusato, dove non si è badato alle conseguenze, occludendo e tombando i corsi d’acqua, o facendo interventi che oggi appaiono nella loro assoluta negatività”. Lo ha detto oggi il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli a Savona per il corso di giornalismo ambientale intitolato a Laura Conti.

gabrielli sala rossa giornalismo ambientale

“E poi c’è anche una condizione meteorologica particolare, molti hanno difficoltà a riconoscerla come cambio climatico. Sicuramente sono eventi che almeno in queste zone le persone non ricordano, sono straordinari e tutto questo fa un mix estremamente pericoloso per l’incolumità delle persone, e del quale non solo bisogna prendere coscienza, ma anche avere comportamenti conseguenti”.

“In attesa poi degli interventi strutturali: anche qui bisogna avere la consapevolezza che qualsiasi tipo di intervento strutturale non eliminerà mai quelle che sono le possibilità di frane o smottamento, soprattutto quando gli eventi sono estremi” ha aggiunto Gabrielli.

Di fronte all’emergenza maltempo e alla fragilità del territorio che, anche nel genovese, si è andato sgretolando giorno dopo giorno, Gabrielli ha avvertito: “Bisogna fare delle scelte: non tutte le strade potranno essere ripristinate, non tutte potranno avere una condizione di manutenzione. Questa è la condizione del Paese, o accettiamo questa condizione o sennò entriamo in una spirale perversa in cui molte aspettative andranno deluse, e credo che queste rappresentino anche un elemento molto negativo per quel rapporto di credibilità che purtroppo nel nostro Paese sempre più si sta esaurendo tra le istituzioni e i cittadini”.

Quanto alla fragilità del territorio e alle responsabilità delle conseguenze di eventi calamitosi: “Questo di recriminare potrebbe anche essere uno sport abbastanza facile. Io credo che molto più onestamente e correttamente dovremmo prendere coscienza che sicuramente viviamo una condizione di grande difficoltà, e più che impegnarci nella ricerca di responsabilità passate che poi alla fin fine sono sempre spesso confuse e stratificate, credo che bisognerebbe intraprendere questo nuovo cammino di consapevolezza della condizione che siamo chiamati a vivere: da qui sia in termini di interventi ma soprattutto in termini di cultura dovremmo veramente fare un cambio di passo” ha concluso Gabrielli.