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Alluvione Genova, Rixi: “Sul ripristino della viabilità incombe l’incubo dello scarica barile sui privati”

Genova. “A Genova ci sono troppe strade private o vicinali la cui classificazione sembra fatta ad hoc per scaricare il barile della manutenzione ordinaria e straordinaria direttamente sulle spalle dei malcapitati cittadini che vi abitano. È assurdo che centinaia di famiglie restino isolate a seguito degli eventi alluvionali di ottobre e novembre, abbandonate dalle istituzioni e che devono arrangiarsi mettendo mano al portafoglio se vogliono tornare a raggiungere casa propria in auto”. Questa la denuncia di Edoardo Rixi, capogruppo della Lega Nord in Comune a Genova, che ha presentato una mozione sul tema.

“Le strade private sono molto, troppo, diffuse sul nostro territorio – spiega Rixi – e comportano difficoltà enormi ai residenti sia nella gestione ordinaria sia in casi straordinari, come quelli recenti. Vorrei ricordare i gravissimi disagi a cui sono stati sottoposti per mesi e mesi gli abitanti di via Ventotene al Lagaccio quando si è verificato lo smottamento del muraglione della caserma Gavoglio”.

E ora il rischio di rimanere isolati si sta allargando a macchia d’olio in tutta la città. “A Pegli, via Salgari è minacciata da una frana che incombe sulle case: per il Comune la messa in sicurezza e gli interventi sul muraglione di contenimento sono a carico dei proprietari. Nel frattempo, 300 famiglie, circa mille persone, devono sentirsi dire dal Comune che ci sono già 99 somme urgenze in città e che loro non rientrano tra quelle perché non sono di competenza comunale. Come se abitassero su un altro pianeta: se così è, allora siano esentate dal pagare Tasi, Tari e Imu al Comune di Genova o inizino a pagare le tasse su Marte”.

Secondo Rixi, purtroppo, via Ventotene prima e via Salgari oggi, sono solo alcuni esempi della situazione delle strade genovesi, che in larghissima parte sono classificate private ma aperte al traffico pubblico: sempre per rimanere a Pegli sono private via della Maona, al 95% via Longo, via dei Reggio dove addirittura c’è l’accesso autostradale.

“In pratica, il Comune dispone di queste strade come se fossero proprie – visto che le fa utilizzare come accesso ad altre arterie pubbliche – ma contemporaneamente si scarica tutti i lavori di mantenimento delle strade stesse. Una situazione insostenibile per chi vi abita e che necessita di una revisione urgente a livello di classificazione urbanistica. In altri Comuni sono arrivati decisamente molto tempo fa a sanare questo paradosso. Ad esempio a Torino, l’eliminazione delle strade private aperte al pubblico risale al lontano 1949. Sempre a Torino e nei Comuni limitrofi, in caso di costruzione di una nuova unità residenziale o industriale che si affaccia su una strada interpoderale o sterrata, subentrano due alternative: o il costruttore provvede a sue spese ad urbanizzare la strada (fognature bianca e nera, illuminazione, marciapiedi, asfaltatura) oppure tali interventi sono portati a termine dal Comune che poi addebita le spese alle proprietà che si affacciano sulla stessa strada”.

“A Genova invece abbiamo tantissime strade la cui condizione rispecchia integralmente i requisiti dell’urbanizzazione; ciò malgrado continuano a essere classificate come private. Certo che tutto ciò fa comodo al Comune di Genova che praticamente dispone di queste strade come se fossero pubbliche, ma delega alle proprietà che si affacciano sulle stesse tutte le spese di manutenzione. Comune di Genova che ovviamente richiede ai residenti anche il pagamento della Tasi: vorremmo sapere per quali servizi “indivisibili” visto che illuminazione e asfaltature sono a carico diretto dei privati che devono, loro malgrado, sostituirsi al pubblico. Beffa nella beffa che si prospetta per i residenti isolati da frane alluvionali è che molto probabilmente non vedranno un euro di quelli stanziati per le somme urgenze visto che per il Comune di fatto loro non esistono”, conclude.