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Aeroporto di Genova, presidio contro la privatizzazione: “A rischio servizio e occupazione”

Genova. Decine di lavoratori si sono radunati stamattina davanti all’Aeroporto di Genova, insieme ad alcuni vigili del fuoco, per chiedere certezze sul futuro e sul destino occupazionale degli oltre 200 dipendenti diretti e dei 150 lavoratori dell’indotto.

La protesta, organizzata dall’Usb, è nata per chiedere chiarimenti sulle continue voci di cessione dello scalo genovese, ora in mano pubblica. “Ci siamo mobilitati per protestare contro una svendita – spiega Daniele Borghello, di Usb – che potrebbe portare a conseguenze in termini qualitativi e occupazionali. Lo scalo è un bene pubblico, un patrimonio della città e non si capisce quale potrebbe essere il ruolo di un privato che pensa, ovviamente, al business”.

“Come abbiamo visto in altri aeroporti italiani – prosegue Borghello – la privatizzazione ha comportato una riduzione degli occupati e uno scadimento del servizio”. A preoccupare l’Usb è anche la situazione dei Vigili del Fuoco che, in aeroporto, hanno un presidio importante ma per i quali si parla di una riduzione di organici. “Questa è una delle prime iniziative – conclude Borghello – ma pensiamo di andare a protestare anche a Palazzo San Giorgio, sede dell’autorità portuale di Genova, che detiene le quote di maggioranza dello scalo e che parla di vendita delle azioni ma non capiamo con quale progettualità”.