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Abrogazione obbligo esclusività dei primari, Lunardon e De Venuto: “Non condividiamo l’emendamento”

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Liguria. Non condividiamo l’emendamento che è stato presentato al collegato alla Finanziaria regionale, finalizzato a eliminare il vincolo di esclusività con le aziende sanitarie pubbliche per i direttori di Struttura complessa, emendamento peraltro mai discusso negli organi del partito. Una misura motivata con l’obiettivo di aumentare l’attrattività delle nostre strutture e la fidelizzazione dei professionisti e che avrebbe in effetti un impatto irrisorio rispetto a questi obiettivi e risulterebbe una concessione a esigenze di un gruppo ristretto di operatori. Per raggiungere questi obiettivi riteniamo che le strutture sanitarie debbano fornire ai cittadini le opportunità di cura più appropriate e le strumentazioni più moderne, puntando sulla qualità e sugli esiti dei servizi erogati. In questi anni molti cittadini liguri sono ricorsi alle cure fuori regione per risolvere problemi non particolarmente complessi, a causa di una forte aggressione commerciale delle strutture private delle regioni vicine verso il territorio ligure e le persistenti difficoltà che il sistema ha incontrato in questo decennio, stretto tra il mantenimento dei servizi essenziali, il risanamento economico e il contenimento della pressione fiscale.

Il Pd riconosce come basilari i principi quali l’equità, la solidarietà e il rispetto dei diritti, considerando la persona il cardine su cui costruire un servizio di tutela della salute, vero diritto del cittadino. Gli operatori sanitari svolgono un lavoro prezioso e devono essere messi in condizione di esprimere al meglio la propria professionalità.

Per limitare la fuga dei pazienti verso altre regioni, riteniamo si debba agire su tre fronti:
– Rispondere rapidamente alle richieste di bassa e media intensità dove l’offerta sanitaria è carente, aprendo anche a collaborazioni con i privati che sono storicamente irrilevanti nella nostra regione (aspetto che probabilmente ha contribuito alle fughe), con uno stretto monitoraggio e una governance regionale.
– Semplificare l’accesso al servizio attraverso percorsi diagnostico terapeutici.
– Stringere solidi e precisi rapporti con le regioni confinanti, come si sta provando a fare anche conseguentemente al nuovo patto per la salute.

Inoltre, l’invocata uniformità a livello nazionale, ha già avuto risposta dalla Corte Costituzionale che affida alle Regioni massima discrezionalità in materia di conferimento degli incarichi. Non intendiamo allontanarci dal modello proposto da altre Regioni, tra cui la Toscana e l’Umbria, che mantengono l’esclusività del rapporto dei primari con le strutture pubbliche. Riteniamo che la possibilità di svolgere attività intramoenia, anche in équipe e anche extraregione, come deciso dalla giunta venerdì scorso, abbia il vantaggio di fornire ulteriori introiti per le aziende pubbliche, di offrire l’opportunità di scelta al cittadino e riconosce un principio basilare di funzionamento di qualsiasi organizzazione e cioè che chi ha responsabilità di direzione delle strutture debba dedicarsi integralmente ad esse dal punto di vista assistenziale, organizzativo e di gestione delle risorse umane.

Giovanni Lunardon, segretario regionale PD Liguria
Alessandro De Venuto, segretario Circolo PD Operatori Sanità Genova