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Cronaca

Unicef, i sogni dei bambini per Genova: più parchi e marciapiedi. E mai più alluvioni

unicef città amica

Genova. I bambini dei quartieri popolari e industriali sognano i marciapiedi, nei quartieri ricchi vogliono i campi da golf, ma una cosa è certa, le alluvioni non si dimenticano. “Quando piove abbiamo paura che la scuola si allaghi”, dicono tutti i bimbi.

E’ la percezione del territorio emersa dallo studio Unicef “Per Genova città amica” che durante il 2014 ha coinvolto 7mila studenti della provincia genovese, dalle riviere sino alle alture, raccogliendo una valanga di dati sulle abitudini di settemila minori dai 6 ai 18 anni in 86 istituti.
 
“Per Genova città amica” segue il progetto internazionale Child friendly cities, per la prima volta in Italia su scala metropolitana. I risultati sono stati presentati oggi nel Palazzo della Provincia, a 25 anni esatti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

“Da bambini sognano di andare a scuola a piedi, giocare a pallone e fare gare di skate – spiega Daniele Salvo, 25 anni, volontario Unicef che ha curato tutte le fasi del progetto e si sta specializzando in Urbanistica a Sassari con questo studio – Ma appena crescono si accorgono che a Genova mancano mezzi pubblici e gli spazi verdi, che le strade sono pericolose e le piscine ci sono, ma magari in un altro quartiere”.
 
Spazi verdi, sicurezza e mobilità dolce: ecco i tre grandi temi emersi dalla ricerca. “I ragazzi vorrebbero vivere la città ma i servizi sono mal distribuiti – sottolinea Franco Cirio, presidente del Comitato Unicef di Genova – C’è chi ha il parco a due passi da casa e chi abita in quartieri deserti».

Qualche curiosità. La bicicletta? Interessa più ai maschi. La lettura? Roba da femmine. Come l’attenzione per l’ambiente: sono loro a riciclare e chiudere il rubinetto quando si lavano i denti.  Eppure alle elementari se ne parla nel 90% dei casi. Cinema e sport mettono d’accordo tutti, idem la discriminazione: l’aspetto estetico è in cima alle preoccupazioni, seguito da abbigliamento e luogo di provenienza.
 
“I minori chiedono di partecipare per risolvere i problemi della vita quotidiana”, aggiunge Daniele Salvo, volontario Unicef che ha seguito tutte le fasi del progetto e si sta specializzando in Urbanistica a Sassari con questo studio. “Unicef ha individuato le aree più problematiche della città, per suggerire all’amministrazione interventi mirati. Quando una città è a misura di bambino, i servizi vanno bene anche per le altre fasce di età”. Di certo la città metropolitana avrà parecchio da lavorare. A partire dai marciapiedi, visto che il 73% degli studenti cammina in strada perché sono inadeguati. Ma anche le alluvioni degli ultimi anni hanno lasciato il segno. Gli studenti di Carasco temono che il ponte crolli (di nuovo), quelli della Val Bisagno che il torrente “torni in strada” o che la scuola si allaghi. E nelle risposte aperte, le differenze sociali tra quartieri diventano voragini.
 
Alla domanda “cosa desideri per la tua via?”, i bambini del Lagaccio sognano i “marciapiedi”, quelli di Multedo sono terrorizzati dalle cisterne di petrolio.  A Quarto un bambino di sette anni vorrebbe “un hotel extralusso” sotto casa, ad Albaro una bambina di nove anni chiede “una Spa”. Anche qui sport e verde sono in cima la lista dei desideri. “La mia via è bellissima – ha scritto un bimbo di terza elementare – ma manca un campo da golf”.
 
I venti pannelli con le analisi delle risposte saranno in mostra nel Palazzo della Provincia sino al 24 novembre. L’ingresso è gratuito.

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