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Cronaca

Tursi, dipendenti comunali contro il sindaco: “Ci insulta e non risolve i problemi”

Genova. “Fuori, Fuori”. Bagarre in Comune a Genova: i dipendenti di Tursi, all’esterno della sala rossa dove si svolge il consiglio comunale del martedì, battono i pugni contro le porte dell’aula. Megafono in mano, chiedono ai consiglieri di uscire per parlare con i lavoratori.

Dalle 13.30, nell’atrio, è infatti in corso l’assemblea pubblica dei comunali, agenti della polizia municipale compresi, per chiedere un incontro con l’amministrazione, dopo alcune affermazioni da parte del sindaco che non sono andate giù circa una presunta inefficienza della macchina comunale.

“Non abbiamo relazioni sindacali efficaci con l’amministrazione da ormai molti mesi e abbiamo molti problemi da risolvere senza alcuna volontà da parte della pubblica amministrazione di sedersi a un tavolo e con l’aggravio in questi giorni drammatici degli insulti ricevuti dalla pubblica amministrazione rispetto alla capacità dei dipendenti comunali di far fronte alle emergenze e alle progettazioni” spiega Corrado Cavanna della Funzione pubblica Cgil.

“Il sindaco sostanzialmente ha lamentato – spiega il sindacalista – l’inadeguatezza dei dipendenti comunali rispetto alla progettazione delle opere e al mantenimento della sicurezza in città, dando l’idea che i quasi 6 mila dipendenti comunali non facciano il loro lavoro. Chiediamo attraverso un incontro con l’amministrazione e i capigruppo di ripristinare corrette relazioni sindacali il che vuol dire affrontare i problemi e trovare soluzioni”.

Poco dopo l’appello delle 15 il presidente del consiglio Giorgio Guerello ha concesso una sospensione, per consentire ai lavoratori di incontrare i capigruppo. I dipendenti hanno chiesto di essere messi in grado di lavorare di più, una reale riorganizzazione della macchina comunale, il rinnovo del contratto nazionale e una ripresa della trattativa sul contratto integrativo. Hanno criticato l’inutilità dei 50 incontri effettuati quest’anno con la giunta per ottimizzare le risorse della macchina comunale a parità di costo.