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Specializzati nel taglio delle casseforti, arresti anche nel campo rom di Bolzaneto: oro, diamanti e Rolex nel lavandino fotogallery

Genova. Sei arresti e un sequestro di oltre 6 chili d’oro, diamanti e Rolex. Questo il risultato dell’operazione messa in atto dal Comando Provinciale dei carabinieri di Genova, con la collaborazione dei Comandi Provinciali di Alessandria ed Asti. A finire in manette 4 uomini e due donne, tutti liberi e di nazionalità italiana, responsabili a vario titolo di ricettazione di preziosi, provento di furti in appartamento commessi in Liguria, Piemonte e Lombardia.

Le indagini sono iniziate nel 2013 nei confronti di batterie particolarmente agguerrite, composte da nomadi Sinti del campo di Bolzaneto specializzati nel taglio delle casseforti. I loro obiettivi, infatti, erano principalmente abitazioni di lusso del Levante, ma anche nella città di Genova. Diversi arresti sono avvenuti in flagranza di reato, ma anche con fermi disposti dal pm. “Questo anche per evitare pericoli per la cittadinanza, visto che non si fermavano ai posti blocco e quindi sarebbero stati necessari inseguimenti per le vie della città”, spiega il comandante Oreste Gargano.

Dopo i primi arresti, i carabinieri hanno deciso di elevare il tiro, cercando il canale della ricettazione, che avveniva in Piemonte, precisamente ad Alessandria e Asti. Durante la prima operazione sono stati recuperati circa 3 chili d’oro e ieri, nascosti in un lavandino nell’abitazione genovese di madre e figlio Sinti, sono stati trovati altri 2 chili e mezzo di oro, Rolex, diamanti ed altro.

A questo punto restava da capire dove fosse destinato l’oro e le indagini hanno condotto al titolare di una rivendita di metalli a Novi Ligure, a sua volta arrestato, presso cui è stato rinvenuto un ulteriore chilo di oro pronto per essere fuso. In totale, quindi, gli arresti sono 6 (madre e figlio Sinti, il rivenditore di Novi Ligure e 3 piccoli ricettatori italiani).

Infine, notando che due fra gli arrestati piemontesi non avevano redditi da anni, ma case e macchine di lusso, i militari hanno proceduto al sequestro dei loro beni, per un valore complessivo di circa 500 mila euro.