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Escort in cambio d’appalti. Il direttore di Amiu D’Alema indagato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta

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Genova. Gli avvocati di Stefano e Daniele Raschellà, Gino Mamone e Claudio Deiana, ha fatto richiesta di scarcerazione e i giudici del Tribunale del Riesame si sono riservati di decidere. Si tratta di quattro degli imprenditori arrestati dieci giorni fa nell’ambito dell’inchiesta su un giro di escort in cambio di appalti per la gestione dei rifiuti che ha portato in carcere in tutto sette persone, tra cui il funzionario dell’Amiu, Corrado Grondona.

I legali hanno chiesto l’attenuazione della misura perché non sussisterebbero i motivi per la detenzione in carcere, ovvero il pericolo di fuga, l’inquinamento delle prove o la reiterazione del reato. I magistrati hanno cinque giorni di tempo per decidere se accogliere o meno le richieste.

Intanto, dalle carte dell’inchiesta è emerso che il direttore generale dell’azienda municipalizzata, Pietro D’Alema, è indagato in uno dei filoni dell’inchiesta per abuso d’ufficio e turbativa d’asta. In particolare, secondo l’accusa sostenuta dai pm Francesco Cardona Albini e Paola Calleri, ci sarebbero state gare d’appalto vinte da ditte in modo non cristallino.

Quella su cui si concentrano gli inquirenti riguarderebbe l’affidamento dei lavori di allestimento dell’impianto di Bolzaneto alla società Cesaro Mac Import di Eraclea di circa 400 mila euro, che sarebbe stato disegnato su misura sulla ditta, con procedure create ad hoc per evitare ricorsi e impugnazioni.