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Cronaca

Pra’, sopralluogo sulle alture a rischio frana. Rixi: “Famiglie isolate, manutenzione inesistente e degrado” fotogallery

Pra’. “Con le piogge che sono cadute abbondanti in questi giorni, oltre alle famiglie evacuate di via Montecucco, sulle alture di Pra’ ci sono 4 famiglie isolate in via Mauro, strada comunale già dissestata, che oggi è fortemente minacciata da frane che ne mettono a serio rischio la tenuta”. Questa la denuncia di Edoardo Rixi, capogruppo della Lega Nord nel Comune di Genova, che questa mattina ha effettuato il secondo sopralluogo, a distanza di una settimana, sui quartieri collinari di Pra’ insieme a un gruppo di cittadini della zona e di rappresentanti del Comitato di via della Torrazza.

“Manca la manutenzione ordinaria e ora ai problemi di ‘normale’ amministrazione si sono aggiunti i danni ingenti provocati soprattutto in via Mauro dalle piogge che hanno di fatto reso impraticabile la strada alle auto, isolando chissà per quanti mesi le famiglie che vi abitano – spiega Rixi – tra via Sciallero e via della Torrazza abbiamo la triste sintesi di tutte le carenze dell’amministrazione Doria: dalle drammatiche condizioni della viabilità, al carente collegamento con servizi pubblici di linea, fino ai rischi di frana e al degrado di alcune strutture di Arte.

“L’abbandono di questa zona è ormai cronico. Per raggiungere l’edificio con 22 appartamenti di proprietà di ARTE, di cui due attrezzati per disabili, in via Luigia Sciallero – continua Rixi – bisogna percorrere in auto alcune curve tra strapiombi, guard rail mancante, illuminazione carente e asfalto sconnesso. Se poi non si ha la fortuna di avere un mezzo proprio, occorre armarsi di santa pazienza e attendere il bus del servizio integrativo Amt: un pulmino da 12 posti ogni 45 minuti”.

Poi la situazione di abbandono di un immobile sottostante: “un’enorme struttura su due piani, vista mozzafiato sul mare e sulla campagna completamente devastata negli interni, con porte divelte e ogni genere di atto vandalico – denuncia ancora Rixi – Fatto ancor più grave è che ci sarebbero alcuni produttori di basilico del posto interessati alla struttura, di cui hanno fatto richiesta per portare lì produzione e nuovi posti di lavoro, ma ovviamente non hanno mai ricevuto alcuna risposta da Arte”.

Quanto a via della Torrazza superiore, dove abitano 80 famiglie “Nessun intervento è stato effettuato per mettere al riparo dal rischio di isolamento e di forte pericolo le tantissime famiglie che ancora scelgono di abitare in questa porzione di territorio che rischia di trasformarsi nell’ennesimo caso di abbandono del nostro entroterra”. Eppure basterebbe poco, afferma il capogruppo della Lega Nord a Tursi: un accordo di programma del 2001 prevedeva un progetto di riqualificazione a vocazione agricola per la coltivazione di basilico in serra. “Peccato sia rimasto lettera morta e a quasi 15 anni di distanza si continui solo a sradicare ulivi sani per costruire villette, con il benestare dell’amministrazione comunale che ignora le richieste degli abitanti per la posa di nuovi punti luce e per l’allargamento della strada, ma accorda permessi a costruire”.

“Sappiamo che anche il sindaco Doria lo scorso anno si è ‘arrampicato’ in questo quartiere e ha riconosciuto la necessità degli interventi richiesti dagli abitanti – conclude Rixi – Visto che alla visita è seguito il silenzio da oltre un anno, per avere risposte certe, ho presentato un’interrogazione per sapere a che punto sia la verifica con il Municipio per il ripristino del manto stradale della pedonale di via della Torrazza e, per quanto concerne il progetto di riqualificazione, approvato nel Protocollo d’Intesa e dalla Conferenza dei Servizi del 2001, quali provvedimenti il Comune intende adottare a breve-medio termine, estendendo gli interventi anche nelle diramazioni boschive al Levante della dorsale e oltre il capolinea Amt. La messa in sicurezza dal rischio di frane e alluvioni parte anche da qui: da una semplice riqualificazione di pochi chilometri di strada che favoriscano, e non penalizzino, che sceglie di vivere l’entroterra magari tenendo in ordine e curato il proprio territorio”.

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