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“Non tornerò mai più”, donna tenta di suicidarsi con il gas di scarico dell’auto: salvata in extremis

Genova. Ha chiamato il 113 nel cuore della notte, disperato perché la moglie si era da poco allontanata da casa in evidente stato di agitazione avvisandolo che non sarebbe mai più ritornata. L’uomo ha fornito la descrizione della moglie, una genovese di 61 anni, la targa della sua auto e il numero di cellulare dando così il via alle ricerche.

I poliziotti della Centrale Operativa, mentre diramavano la nota via radio allertando tutte le volanti presenti sul territorio, hanno contattato telefonicamente la donna che, in un primo momento ha risposto alla chiamata consentendo l’individuazione della cella da cui partiva il segnale. Durante la telefonata la donna con lucidità ha ringraziato i poliziotti, confermando la sua volontà di farla finita.

Gli agenti hanno quindi intensificato le ricerche e fondamentale è stato il lavoro della Centrale Operativa che è riuscita rapidamente, prima che la donna spegnesse il cellulare, ad individuare la zona, vasta ed impervia, compresa tra Bavari, Camaldoli e Fontanegli. All’alba, nell’ispezionare l’ennesima stradina di campagna, una volante ha scorto un’auto seminascosta dalla vegetazione con il motore acceso che corrispondeva al veicolo ricercato.

I poliziotti, dopo essersi avvicinati, hanno notato i finestrini offuscati dal gas di scarico che aveva saturato quasi completamente l’abitacolo. Ai due tubi di scappamento erano stati infatti collegati altrettanti tubi di plastica le cui estremità, tenute ferme da alcune pietre appositamente sistemate, erano inserite nel bagagliaio.

Gli agenti hanno immediatamente aperto tutte le portiere e constatato che la donna si trovava ancora all’interno e sull’acceleratore c’era una pietra che manteneva costante la pressione. Soccorsa da personale del 118, la donna è stata trasportata all’ospedale Galliera dove si trova tuttora ricoverata.