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Economia

Ilva, la Fiom genovese dopo incontro Gnudi sindacati: “Ancora troppe incognite, vicenda da seguire con attenzione”

corteo ilva

Genova. Dopo l’incontro che si è tenuto ieri tra le segreterie nazionali di Fiom, Fim e Uilm e il commissario all’Ilva Piero Gnudi per fare il punto sulla situazione della gestione commissariale degli stabilimenti, dal rischio stipendi se le banche non verseranno la seconda tranche del prestito ponte alle offerte per l’acquisizione degli impianti, quella della Fiom genovese, nonostante le rassicurazioni del commissario, è una reazione tiepida. “Il commissario ha detto che domani ci sarà un incontro con le banche per lo sblocco del prestito, unico modo per garantire la continuità produttiva e il pagamento degli stipendi fino a gennaio-febbraio” spiega il segretario della Fiom genovese Bruno Manganaro.

“Le banche per il versamento di questa seconda tranche avevano però chiesto garanzie sulla nuova proprietà, quindi non è ancora certo che accetteranno”. Anche sulla nuova proprietà dell’Ilva le offerte dovrebbero arrivare a giorni: “Sembra che l’offerta di Ancelor Mittal arriverà sul tavolo di Gnudi nelle prossime ore. La seconda dovrebbe essere quella del gruppo italiano Arvedi. Gnudi ha garantito che le condizioni poste per l’acquisto sono il mantenimento dei livelli occupazionali e il rispetto della normativa Aia” – spiega Manganaro – – ma Federacciai ieri ha dichiarato che nessun acquirente investirà sull’Ilva senza una modifica dell’Aia. Se così fosse sarebbe un problema serio perché l’Aia non può essere modificata”.

Infine il Governo, secondo quanto riportato ieri da Gnudi ai sindacati, è deciso a garantire una presenza pubblica nella nuova proprietà attraverso Cassa Depositi e Prestiti, ma anche qui non mancano le incognite: “La Commissione europea lo permetterà o lo considererà un aiuto di Stato? E poi come farà lo Stato a diventare azionista di un’azienda in deficit?” si domanda il sindacalista. Le prime risposte, a partire dal pagamento degli stipendi, dovrebbero arrivare entro pochi giorni: “Gli stipendi dei lavoratori e il posti di lavoro non possono essere messi a rischio, su questo non transigeremo”.

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