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Gronda, delibera in aula rossa il 12 dicembre. Bruno (Fds): “Piloni negli alvei e tombinamenti di rii dopo tre alluvioni. Iter approvazione va bloccato”

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Genova. E’ arrivata all’attenzione dei municipi e, in tempi brevi, arriverà in Sala Rossa a Genova il la delibera in cui il Comune di Genova dà il suo parere per il progetto definitivo della Gronda Autostradale di Ponente. La data è stata già scelta e sarà il prossimo 12 dicembre con una seduta che si preannuncia calda, visto la ferma opposizione all’opera da parte del Movimento 5 stelle e di Fds, oltre alla perplessità sollevate da parte di Sel e della lista Doria.

“Accanto alle perplessità trasportistiche di un’opera pensata per dare una risposta all’attraversamento del nodo genovese, quando, invece, la maggior parte del traffico autostradale è interno al nodo stesso, alla sottovalutazione del rischio sanitario indotto dallo scavo di rocce amiantifere, dell’inquinamento acustico e ambientale emerge con forza l’impatto idrogeologico” dice Antonio Bruno capogruppo della federazione della sinistra a Tursi. “Nell’ultimo mese si sono verificate 3 disastrose alluvioni sul territorio ligure e la proposta di gronda autostradale preoccupa per la sottovalutazione dei pericoli idrogeologici insiti nel progetto”.

In particolare preoccupano i restringimenti di alvei di torrenti e occupazioni di parte degli stessi: “Lo slurrydotto per portare lo smarino fino a Sampierdarena è previsto correre nel greto del Polcevera per 6,5 km sostenuto da circa 540 pali posti a 3 metri dalla sponda destra del Polcevera – spiega Bruno – a cui si aggiungono piloni negli alvei del torrente Secca in Valpolcevera e del Leira, due delle zone più colpite dall’ultima alluvione”. Infine “sono previsti tombinamenti di rii, che per aggirare il divieto di tombinamento sono chiamati “attraversamenti, come quello di 38 metri sul rio Lavino in Valvarenna, quello di 56 metri sul rio Rovena, quello del rio Ronco a Bolzaneto di 134 metri e diversi altri”

“Parrebbe scontato e quasi banale approvare una moratoria delle opere impattanti, aggiornando studi e pareri alla luce dei recenti e repentini cambiamenti climatici. In questa situazione deve essere bloccato l’iter di approvazione e l’indizione della conferenza dei Servizi affrontando invece i veri problemi della Liguria”.