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Frana in via Cadighiara a Borgoratti, manifestazione di cittadini e Legambiente: “Basta box e cemento” foto

Genova. “Basta cemento, basta box nel verde basta pericoli per le nostre case. Non vogliamo piangere in futuro e siamo molto arrabbiati oggi”. Questo il primo messaggio lanciato dai cittadini di Borgoratti e Legambiente, dopo la grande frana che si è verificata in via Cadighiara a Borgoratti.

L’appuntamento per la manifestazione è domani alle 10 presso la Rotonda di Borgoratti (capolinea 44) e in questa occasione saranno raccolte firme dei cittadini che intendono fare un esposto alla magistratura perché verifichi le condizioni delle zone che sovrastano le case e per chiedere il sequestro dell’area fino ad accertamenti avvenuti.

“Dopo la frana dell’altra sera noi riteniamo continui a persistere un rischio di crollo che incombe sulla strada e sulle nostre case. Come ha detto pubblicamente la direttrice dell’urbanistica Silvia Capurro ‘con le attuali regole del nuovo Piano Regolatore quel parcheggio non si potrebbe fare mai’. Bene noi vogliamo che quel mai sia effettivo a salvaguardia della nostra incolumità. Siamo anche molto arrabbiati con l’Amministrazione Comunale e in particolare col vicesindaco Bernini che non ha avuto alcuna parola di riconoscimento per la nostra paura e ha dichiarato che quella non era una frana ma solo il crollo di un muro spanciato e che ci fosse stato il parcheggio non sarebbe successo nulla e che comunque il parcheggio per l’amministrazione si farà”, spiegano cittadini e Legambiente, che ieri hanno dato vita a un’assemblea.

“Ma se c’era lo spanciamento, se il tombinamento che passa sotto le nostre case era completamente intasato di terra, se il taglio degli alberi e degli arbusti è avvenuto senza alcuna protezione e cura dei pericoli sottostanti. Se i teloni di plastica e la rete di protezione sono stati messi dopo la frana con quale credibilità le autorità e il costruttore ci vengono a dire che tutto è a posto e in sicurezza come facevano fino al giorno prima della frana? – proseguono – Noi chiediamo alla magistratura di verificare le procedure, le condizioni di sicurezza, le molte cose non fatte e quelle fatte a nostro giudizio male e le eventuali responsabilità penali dei tecnici che hanno autorizzato questa cementificazione, mentre stanno proponendo in tutti i municipi e in consiglio comunale un piano regolatore che le vieterebbe in toto”.