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Economia

Fincantieri, risponde a battuta razzista e viene licenziato in tronco. La Fiom: “Vicenda inaccettabile, pronti a mobilitarci”

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Genova. Licenziato in tronco per insubordinazione per aver risposto a una frase razzista di un capo. E’ quanto accaduto questa mattina a un operaio della Fincantieri di Sestri ponente a Genova. Secondo quanto riportato dalla Fiom genovese l’uomo, dopo aver terminato il turno di notte e aver timbrato il cartellino in prossimità del cancello dell’azienda sarebbe stato apostrofato da un capo di un altro reparto con un ‘Ehi Napoli, bella la vita vero?’ con un’esplicita allusione alla sua provenienza geografica.

L’operaio, padre di famiglia e dipendente di Fincantieri da oltre 15 anni, avrebbe risposto al superiore per le rime mandandolo a quel paese. A distanza di qualche giorno il provvedimento di licenziamento. “E’ una vicenda inaccettabile – dice il segretario della Fiom genovese Bruno Manganaro – è assurdo parlare di insubordinazione di fronte a un insulto. L’insubordinazione si realizza quando un superiore ti dice di eseguire un lavoro e tu non lo fai, non certo perché rispondi a un insulto, tanto più che il lavoratore aveva già timbrato il cartellino e il suo lavoro era finito”.

Secondo quanto appreso il licenziamento sarebbe arrivato in seguito alla relazione stesa dalla guardia di turno quella notte nello stabilimento. Per la Fiom, che ha già annunciato una battaglia legale, questo sarebbe “un ulteriore segnale di ciò che accadrà con il Job Act. Le aziende potranno licenziare chi vogliono e poi, nel caso un giudice stabilisse che hanno torno, si limiteranno a pagare, ma i lavoratori non riavranno il loro posto”.

“Se la Fincantieri pensa di anticipare il jobs act si sbaglia di grosso. Faremo di questo bruttissimo episodio un caso cittadino e nazionale. E non escludiamo di portare in piazza tutti i metalmeccanici genovesi”