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Il dopo Concordia, a Genova biologi ed esperti a confronto sulle barriere artificiali sommerse

Genova. Domani, martedì 25 novembre, alle 16, all’Acquario di Genova, alcuni dei massimi esperti di biologia marina e di scienze ambientali dibatteranno, dal punto di vista scientifico, la proposta del Comune del Giglio di non smantellare le strutture subacquee realizzate per il recupero della Concordia.

L’iniziativa è promossa dall’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee. Oltre al sindaco del Giglio Sergio Ortelli, saranno presenti, tra gli altri, Riccardo Cattaneo Vietti, e a Francesco Cinelli, già professore ordinario di Ecologia all’Università di Pisa, Giulio Relini, già professore ordinario di Ecologia all’Università di Genova e già presidente della Società Italiana di Biologia Marina, Attilio Rinaldi, già direttore dell’ICRAM- Istituto Centrale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica applicata al Mare , Giandomenico Ardizzone, professore Ordinario di Ecologia alla Sapienza di Roma e consulente per il piano ambientale all’Isola del Giglio, e Lorenzo Del Veneziano, istruttore del Centro Sub Tigullio.

Sul tappeto il tema delle barriere sommerse, strutture che in determinate condizioni ambientali favoriscono la nascita di un habitat nel quale molte specie trovano riparo e protezione. Un vantaggio sia sotto il profilo biologico – diventano spesso zone di produzione e di concentrazione di specie anche d’interesse commerciale – che ludico, poiché una barriera diventa un luogo d’immersioni subacquee con ricadute economiche anche di rilievo. Una barriera artificiale può essere costruita dall’uomo o essere il risultato di un incidente, come nel caso della piattaforma Paguro in Adriatico o della superpetroliera Haven davanti ad Arenzano, in ogni caso, quando sono progettate appositamente, le barriere sommerse hanno un costo ragguardevole sia di costruzione che di posizionamento.