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Città metropolitana, Gioia: “Provincia esangue. Necessario fare sistema tra enti”

Genova. “I tagli alle entrate delle Province si ripercuoteranno come un boomerang sulla funzionalità della nascente Città metropolitana di Genova se non si provvede al più presto a una distribuzione ponderata di funzioni e competenze tra i vari Enti locali: Comuni, Città metropolitana e Regione”, dice Alfonso Gioia, capogruppo UdC in Comune a Genova e consigliere metropolitano, designato dal sindaco Doria come responsabile del gruppo di lavoro Bilancio e Finanze.

Gioia pone l’accento sulla drastica riduzione delle entrate alle casse dell’ex provincia di Genova decurtate progressivamente dal 2012 al 2014, con un taglio passato da 11,2 milioni nel 2012 ai 27 milioni di quest’anno. E le proiezioni di tagli alle entrate tributarie (Ipt-RCAuto-Addizionale Tari-Conferimento Discarica) all’ex Provincia parlano di – 44,3 milioni nel 2015, – 59,7 nel 2016 e – 75 nel 2017.

“Tra tre anni – spiega Gioia – le risorse disponibili per la Città metropolitana ammonteranno a poco più di 2,3 milioni di euro contro i 76,2 milioni a disposizione della Provincia nel 2011. Il confronto tra l’ammontare delle risorse del passato recente e del prossimo futuro non può che spaventarci. Oltre tutto occorre considerare che, nonostante i tagli alle spese alla Provincia attuate dal 2012 a oggi – calate nel 2012 di 11,2 milioni, nel 2013 di 20,5 e così negli anni a venire, fino al definitivo taglio previsto nel 2017 di 75 milioni di euro – esistono a carico dell’ente delle spese incomprimibili che nel 2014 ammontano a 51,2 milioni di euro. Spese che comprendono il personale, l’ammortamento dei mutui e i fitti passivi. Visto che l’ex Provincia non può fare a meno di fare fronte a queste spese, gioco forza si assottiglia il margine di spesa per le spese fondamentali alle funzioni fondamentali che riguardano la manutenzione di scuole e strade, funzioni in materia ambientali tra cui la pulizia degli alvei di fiumi e torrenti”.

“A causa di questa progressiva carenza di trasferimenti erariali e di sempre maggiore impossibilità a trattenere risorse che derivano da tributi strettamente locali, sono due anni che la Provincia non riesce a fronteggiare le esigenze di manutenzione nelle scuole, sulle strade e negli alvei dei fiumi. A ciò si aggiunge che su alcune vertenze, in primis Atp, l’azienda di trasporto pubblico provinciale, è stato fino a oggi l’unico ente che ha messo mano al portafoglio, ricorrendo anche alla vendita di un immobile di proprietà, con 3 milioni di euro per coprire le perdite pregresse che i Comuni non hanno sottoscritto. Tutti i Comuni dell’area vasta, in una partita così delicata come Atp, devono sentirsi egualmente coinvolti: non si può più usare il cda sotto l’aspetto privatistico dove a un aumento di capitale risponde solo il socio di maggioranza. Per garantire un servizio essenziale a tutti i cittadini dei Comuni dell’area vasta è necessario l’impegno di tutti: la Regione, da parte sua, risulta in ritardo col pagamento di alcuni mesi di contributi destinati al personale”, prosegue.

Tra poche settimane, i problemi che oggi sono dell’ex Provincia saranno della Città metropolitana e quindi, a cascata, dovrebbero riguardare tutti i Comuni che ne fanno parte. “Pertanto, nella ripartizione delle funzioni e delle deleghe, ritengo sia urgente e indispensabile distribuire i compiti e gli impegni, anche finanziari. In caso contrario, se oggi ci troviamo ad affrontare 49 somme urgenze nel solo Comune di Genova, non vogliamo immaginare con cosa dovremmo fare i conti tra un paio d’anni se non sarà programmata una capillare manutenzione ordinaria delle strade, delle scuole e dei fiumi”, conclude.