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Politica

Città Metropolitana, Doria: “Nello statuto spazio alle aree omogenee del territorio”

Cronaca

Genova. Lo statuto per la nuova Città Metropolitana deve “essere essenziale, leggero, non burocratico, saper indicare principi generali chiari e diretti e nascere in un processo di ampia condivisione”, dice il sindaco Marco Doria aprendo in Consiglio Metropolitano i lavori sull’atto fondamentale del nuovo ente che dal 1° gennaio prossimo subentrerà con funzioni anche nuove e diverse alla Provincia di Genova.

“Nello statuto – aggiunge Doria – dovranno essere previste e definite “le aree omogenee del territorio, anche eventualmente con uno specifico articolo”. Nel dibattito in aula il vicesindaco metropolitano Valentina Ghio ha condiviso pienamente le parole di Doria: “mi associo a quanto proposto dal sindaco – ha detto – nel ribadire la centralità e la connotazione delle zone omogenee che potranno avere forme di autonomia funzionale e gestionale.”

Il tema è quello di individuare e definire aree omogenee per territorialità, caratteristiche socio-economiche, vocazione e possibilità di gestire servizi comuni (un esempio potrebbero essere i rifiuti). Lo statuto della Città Metropolitana le prevederà e poi saranno specifici regolamenti approvati dal nuovo ente guidato da Marco Doria a indicarne, anche sulla base delle richieste formulate dal territorio, il numero, i parametri di popolazione e le funzioni.

Fra le aree omogenee potrebbe esserci il Tigullio, ma non solo e la sindaco di Arenzano Maria Luisa Biorci ha chiesto di prevedere la possibilità di istituirne anche di trasversali ai confini della Città Metropolitana, come ad esempio quella della Riviera e del Parco del Beigua a cavallo fra area metropolitana genovese e provincia di Savona. Per Nino Oliveri (consigliere metropolitano di Campo Ligure) il tema delle aree omogenee nello statuto deve collegarsi anche al sostegno della Città Metropolitana alle attività di gestione associata di servizi delle
unioni dei Comuni, Alfonso Gioia (consigliere di Genova) e Laura Repetto (consigliera Busalla) hanno chiesto “snellezza, linearità e trasparenza” per lo statuto e Arnaldo Buscaglia (consigliere di Bargagli) ha definito la bozza di statuto metropolitano di Torino “un passo avanti rispetto ad altre, come quella dell’Anci, ed efficace anche nel presentare la Città Metropolitana come perno fra i diversi livelli istituzionali”.