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Economia

Carige, sindacati contro Fondazione: “Propone soluzioni con fortissimo impatto su occupazione”

Banca Carige

Genova. “Qui non si tratta di conservare solo la territorialità di un’azienda, ma di difendere l’integrità del Gruppo, i posti di lavoro, il salario dei dipendenti, la loro professionalità. Non ci interessa difendere luoghi di potere e di consenso sociale ma solamente favorire soluzioni capaci di garantire il futuro di tutti i dipendenti del Gruppo. E abbiamo più di un dubbio che ciò possa essere garantito da una fusione immediata: sia che si tratti di una banca estera che di una banca italiana il costo in termini occupazionali, specie per le sedi, sarebbe invece enorme”. Così scrivono i sindacati dopo un recente incontro avuto con il presidente e con l’Amministratore Delegato di Banca Carige, Cesare Castelbarco e Gianpiero Montani.

“A questo è interessato il sindacato, tutto il resto diventa scenario di contorno”. Secondo Dircredito, Fabi, Unità sindacale, Fiba Cisl, Fisac Cgil e Uilca, Fondazione Carige “propone soluzioni che se perseguite porterebbero a impatti pesantissimi in termini di occupazione, alla faccia della tanto sbandierata territorialità, dopo una gestione perlomeno discutibile negli anni e, almeno secondo quanto riportato dagli organi di stampa, aver cercato di ostacolare l’aumento di capitale di luglio, e dopo l’operazione di cessione di una quota consistente di capitale a fondi altamente speculativi – si legge ancora nella nota -, che ha prodotto un crollo del titolo immediatamente prima dell’aumento di capitale, oggi propone soluzioni che avrebbero impatti sull’occupazione”.

“Nelle prossime settimane verranno individuate le scelte che dovranno garantire ulteriori 800 milioni di patrimonializzazione”. E ancora: “In queste sono ricomprese la vendita delle assicurazioni e di altri ‘asset’ (Banca Cesare Ponti e Creditis). C’è il rischio di dover affrontare difficoltà maggiori e di perdere realtà di assoluto valore professionale. A tale riguardo I’Azienda ha comunque precisato che non intende minimamente abbandonare il mercato private e quello relativo al credito al consumo. In quest’ambito chiediamo di ricercare soluzioni che permettano di non disperdere le capacità acquisite dai colleghi”.