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Il calciatore Ezequiel Schelotto nei “caruggi” di Cogoleto, paese d’origine dei suoi avi fotogallery

Cogoleto. Spesso abbiamo scritto storie di ragazzi argentini, con radici italiane, che – a un certo punto della vita – hanno deciso di attraversare l’oceano Atlantico con la prua rivolta sulla rotta opposta a quella delle grandi navi bianche, che avevano portato i loro bisnonni alla ricerca della fortuna (o più semplicemente di quel lavoro che da noi non c’era) … quanti fazzoletti bianchi a sventolare a poppa per salutare i parenti che restavano … e che forse non avrebbero più rivisto …

Storie di ragazzi che invece “sono tornati indietro” alla ricerca di un’altra fortuna, grazie allo sport … spesso trovata col “calcio”, che in Sud America produce talenti a getto continuo, anche per la mancanza di timori da parte di dirigenti ed allenatori a “buttarli nella mischia” anche da “teenager” …

Fra i tanti che giocano in Liguria, abbiamo raccontato di Pablo Siracusa, Lucho Mendez, Cesar Grabinsky, Gaston Federico Leveau (ancorché quest’ultimo di origini francesi) … ed oggi eccone uno che, tornando, ha trovato la Serie A (e sia pur per una volta, anche la Nazionale Italiana) … ed è rimasto un ragazzo “vero” legato alle origini dei suoi avi, al punto da portare la sua famiglia, col padre Nestor in prima fila, alla ricerca delle origini, a visitare il paese da cui i nonni sono partiti … questo “uomo” è Ezequiel Schelotto … e non è escluso che vi abbia trovato dei cugini, sia pur alla lontana, in Francesca e Marco, i figli del presidente dello Sciarborasca, Carlo Schelotto.

La giornata, che ha portato gli Schelotto argentini (oltre al padre, la mamma Stella Maris, i fratelli Lucas Daniel, Emanuel Federico – che giocano in svizzera a Lugano – e Gabriel Hernan – arbitro in carriera che ha già assaggiato la Serie D in attesa di platee più altisonanti -, la moglie Maria Gisela Paolucci) a Cogoleto, è iniziata nel pomeriggio, quando Ezequiel, accompagnato dal giornalista di Sky Tg 24, Diego Ponzè, dal tecnico delle riprese tv e da Giovanni Scognamilio, consulente di direzione in Comunicazione d’impresa della Barabino & Partners, è arrivato al campo sportivo “G.Maggio”, dove lo attendevano gli Schelotto genovesi. Dopo gli abbracci di rito, il ds del Cogoleto, Stelvio Pala, l’ha omaggiato di un cd con la storia della cittadina ligure, più un album fotofrafico degli aventi cognome Schelotto che hanno giocato tra le file granata.

Poi la “full immersion” cogoletese è stata dedicata allo Sciarborasca calcio e al suo presidente Carlo Schelotto, che – con l’aiuto dei figli – a suo tempo, ha fatto nascere e mantenuto i contatti con il nucleo sudamericano, nel frattempo trasferitosi a Como.

Dopo una parentesi dedicata al match tra Cogoleto e Voltrese, gli Schelotto hanno percorso le vie, anzi i “caruggi” della vecchia Cogoleto, che tanto avevano immaginato e sognato, grazie ai racconti dei propri avi, nei momenti in cui la nostalgia (verso la propria patria) diventava canaglia.

La giornata ha avuto, poi, il suo apice al ristorante “La Vecchia Stalla”; qui lo Sciarborasca calcio ha offerto un “apericena”, in una tavolata fra vecchi amici, dove si è parlato di tutto, di calcio, dell’Argentina, della vita di tutti i giorni … in un incontro in cui è emersa con forza prorompente la simpatia, ma anche la cordialità e la semplicità di Ezequiel e famiglia.

“Sono orgoglioso delle mie origini italiane e cogoletesi in particolare; ho indossato la maglia azzurra della Under 21 ed anche quella della Nazionale maggiore … nella vita si fanno delle scelte, io sono contento di giocare per l’Italia”.

Avresti piacere di giocare in una delle due squadre genovesi?

“In passato il mio nome è stato accostato sia alla Sampdoria del ds Osti, sia al Genoa … i tifosi rossoblucerchiati sono fantastici … sono un ligure, quindi per me sarebbe un onore giocare a Genova, una città che mi piace particolarmente” e questa dichiarazione sentimentale è stata applaudita dai giocatori dello Sciarborasca, fra i quali predomina il tifo blucerchiato, rispetto al rossoblu.

Il presidente Carlo Schelotto, visibilmente emozionato, ha donato ad Ezequiel la “camiseta” della propria squadra con il numero preferito dal “El galgo” (il levriero), il numero 7: “Sono contento di avere conosciuto una famiglia dal tratto squisito e gradevole. Un ringraziamento particolare va riconosciuto a Sky Tg 24 e alla Barabino & Partners per l’aiuto prestato nell’organizzazione della splendida giornata, che porterò sempre nel mio cuore”.

Domenica 7 dicembre, sui canali Sky, saranno visibili le registrazioni dell’incontro.

Nelle ultime tre foto, da sinistra: Ezequiel, Carlo e Nestor Schelotto; Claudio Nucci, Ezequiel, Carlo e Nestor Schelotto; un momento dell'”apericena”.