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Assistenza 24 ore su 24, la richiesta dei sindacati: “Sì alle case della salute in Polcevera e valle Scrivia”

Genova. “Lavoriamo per le case della salute in Valpolcevera e Valle Scrivia” è il titolo dell’incontro pubblico organizzato ieri a Bolzaneto da Cgil Cisl Uil confederali e di categoria. I 4/5 dei costi della sanità e del socio-assistenziale sono attribuiti alle malattie croniche: si tratta di un dato oggettivo, ancor più vero nel nostro territorio dove la percentuale degli anziani è la più alta del Paese. Questo e molti altri aspetti legati alle problematiche socio sanitarie sono state al centro dell’incontro al quale hanno partecipato Corrado Bedogni Direttore Generale ASL 3 Genovese, Emanuela Fracassi Assessore Politiche Sociali Comune di Genova, Loris Maieron Presidente Conferenza dei Sindaci Distretto sanitario 10.

Per rispondere alla crescente domanda di servizi socio sanitari, le organizzazioni sindacali propongono di dar vita, in val Polcevera e in valle Scrivia, zone della città che più di altre hanno subito la chiusura degli ospedali tradizionali, a vere Case della Salute – come peraltro già previsto nell’Accordo con la Regione del 2012 e in larga parte disatteso -.

“La Casa della Salute è la sede pubblica accessibile a tutti dove il cittadino trova l’offerta extraospedaliera del servizio sanitario, integrata con il servizio sociale locale, dove gli operatori sanitari e sociali lavorano in gruppo. In estrema sintesi la Casa della Salute è un contenitore in cui i cittadini trovano risposta a bisogni semplici, ma anche a quelli complessi, con meno burocrazia e anche attraverso una continuità assistenziale nelle 24 ore 7 giorni su 7 attraverso forme associative dei medici di medicina generale. Un esempio pratico può essere rappresentato da chi ha problemi legati patologie croniche (es. diabete). In questo caso nella casa della salute di trova l’integrazione dell’assistenza primaria coi servizi specialistici presenti e anche con la possibilità di ricovero residenziale”, si legge in una nota.

In questo modo l’accesso alle prestazioni diventa più ampio e funzionale e, limitando i ricoveri impropri in ospedale, si riescono a tagliare i tempi di attesa oggi insostenibili.