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Cronaca

Amt, il j’accuse della Cgil: “Se disegno è svendere prima della gara, troveranno forte opposizione”

amt tursi

Genova. “La Legge di stabilità, la spending review e purtroppo i disastri ambientali che ci hanno colpito, non sono giustificazioni sufficienti a coprire le responsabilità della Regione e di altri Enti locali”. Dopo l’occupazione dell’azienda e la protesta di ieri dei lavoratori Amt a Tursi, oggi è la Camera del Lavoro di Genova a puntare il dito contro i responsabili del dissesto della municipalizzata.

“Con i loro atteggiamenti dilatori sulla costituzione dell’Agenzia, la conseguente possibilità di recuperare e rinvestire l’Iva – si legge in una nota diffusa oggi – l’approvvigionamento di mezzi nuovi, hanno ritardato di un anno la costituzione dell’agenzia stessa e quindi il bando di gara per l’assegnazione del contratto di servizio per il bacino unico regionale dei trasporti. Così facendo sono stati fatti nuovamente precipitare nel baratro i conti 2015 di Amt, nonostante l’impegno alla conferma dei 30 milioni stanziati dal Comune di Genova”.

Impegni che potevano essere considerati un punto di partenza, se non fossero stati accompagnati da un “atto proditorio costruito dall’azienda in collaborazione con il socio unico (il Comune), sin da questa estate, con la mancata approvazione del bilancio 2013 – continua il sindacato – Ciò ha portato Amt all’attuale dichiarazione di assenza della continuità economico – aziendale per il 2015, quindi all’erosione del capitale sociale ed alla disdetta a tradimento dell’integrativo”.

Per la Cgil si tratta di “una palese scorrettezza da parte del sindaco e dell’assessore nei confronti dei lavoratori e di chi li rappresenta, forse alimentata dall’atteggiamento tenuto dal Presidente del Consiglio di non voler discutere con il sindacato. Quanto già successo con l’accordo di maggio 2013, sconfessato dal Comune a novembre 2013 e riconquistato poi dai lavoratori, non ha insegnato nulla. Oggi a distanza di un anno, siamo nuovamente al punto di partenza, ci si dice che non ci sono soldi, che si rischia il fallimento e l’unica soluzione possibile è tagliare nuovamente lo stipendio dei lavoratori”.

Nel frattempo “Regione, Comune, Amt litigano e non si assumono la responsabilità economica dei loro ritardi ed incapacità decisionali – sottolinea la Cgil – Se il disegno è indebolire e sconfessare il sindacato, inasprire il rapporto con i lavoratori, renderli più deboli e poi pensare di poter svendere l’azienda prima della gara, troverà, da parte nostra una forte opposizione. Per recuperare un percorso politico e di confronto, esiste solo un atto di ragionevolezza da parte dell’azionista e dell’azienda: il ritiro degli atti unilaterali e l’apertura di un vero confronto per trovare soluzioni alternative”.

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