Cronaca

Alluvione, Piazza Adriatico e Ponte Carrega in corteo: “Impossibile vivere così, sicurezza peggiorata” fotogallery

Genova. “Perché siamo ancora in questa situazione e perché nel 2014 dobbiamo ancora avere paura della pioggia che cade?”. Gli abitanti di piazzale Adriatico e ponte Carrega, sono scesi in piazza, oggi, per protesta. Un centinaio, in corteo, in direzione ponte Carrega, bloccando la rotonda della strada che porta al Bricoman.

Dopo anni di allerte e alluvioni, nonostante abbia piovuto di meno e i lavori di messa in sicurezza, il 9 ottobre scorso, l’acqua ha sommerso di nuovo piazza Adriatico e ponte Carrega. La quarta volta nel giro di tre anni. Come?

“C’è l’interferenza del centro commerciale – Fabrizio Spiniello, dell’Associazione Amici di Ponte Carrega – l’aumento del cemento, gli orti sbancati che, diventati piazzali, raccolgono le acque che poi defluiscono nel Mermi, con portata e velocità del ruscellamento aumentate”. In più il dubbio sulla foce non adeguata, “perché il Mermi è uscito proprio lì”. Senza dimenticare il rio Torre che ogni volta che piove, esonda.

“Non se ne può più, è impossibile vivere con questa ansia e con il terrore“, aggiunge Piero Del Bene, cittadini piazza Adriatico. Oltre all’emergenza frane, denunciano i cittadini “la questione sicurezza, dal 2011 è paradossalmente peggiorata”.

“Il rio Torre non è stato toccato dal 1970 – spiega Del Bene – il Mermi l’hanno messo in sicurezza, ma hanno aumentato la portata dell’acqua, non migliorando lo sfocio sul Bisagno. Così il 9 ottobre è uscito fuori, portando di nuovo un metro e mezzo d’acqua in piazza, con il 60% in meno di pioggia rispetto al 2011”.

Con un paradosso. Piazzale Adriatico è zona dichiarata alluvionabile. “Una parte della piazza però è del Comune, che ha chiuso gli appartamenti al piano terra, l’altra è invece di privati: ogni allerta i vigili sono costretti a fare sgomberare”.

Questa parte di città oggi chiede a gran voce di essere ascoltato. “Abbiamo idee, proposte, stiamo subendo opere di urbanizzazione che portano cementificazione, traffico, smog, disagio e senza avere nulla in cambio, nemmeno una panchina. Fino a qualche anno fa almeno avevamo le promesse, oggi neanche più quelle”.