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Alluvione a Levante, Chiavari allagata e ospedale senz’acqua. Sfollati a Carasco fotogallery

Levante. Critica la situazione a Chiavari dopo l’esondazione ieri sera dell’Entella e del rio Rupinaro. Dopo aver raggiunto in molti punti della città il livello di un metro, l’acqua si sta lentamente ritirando dal centro storico, mentre i fiumi restano a livello di guardia.

Quello che rimane indietro è il fango. Intanto l’ospedale cittadino è rimasto senz’acqua potabile e senza luce elettrica (i pozzi si trovano vicino al fiume, i quadri elettrici sono stati raggiunti dall’acqua) così come gran parte della città e restano chiusi i caselli autostradali di Chiavari e Lavagna. Secondo le prime rilevazioni, intanto, su Chiavari sono cadute oltre 200 millimetri di pioggia in poche ore. Allagata anche Lavagna in più punti.

Volontari della Pubbliche assistenze toscane sono intanto al lavoro nella cittadina: cinque squadre di volontari di protezione civile, in tutto venti uomini e donne con mezzi e attrezzature specifiche, sono partiti nella notte per un intervento coordinato da Anpas nazionale con idrovore e mezzi di movimento terra.

Gravi difficoltà in Fontanabuona: frane, allagamenti, black out, abitazioni e frazioni isolate, in varie località, da Leivi a Carasco, Cogorno e San Colombano. In tutta la zona sono circa 200 i vigili del fuoco con 65 mezzi che sono al lavoro.

Proprio a Carasco non crea problemi solo l’Entella, ma anche il torrente Sturla che è salito di 11 metri nelle ultime ore determinando un’esondazione che ha portato all’evacuazione di molte case. Sono 16 le persone sfollate finora dai vigili del fuoco e hanno passato la notte in Municipio e in una casa di riposo.