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Cronaca

Alluvione, incontro sindaci-Gabrielli. La richiesta: “Allentare il patto di stabilità”

gabrielli a lavagna, incontro con burlando paita e sindaci comuni alluvionati

Lavagna. “Dobbiamo essere seri, come lo erano le due persone che ora non ci sono più. Non si può morire per l’acqua, questa terra bellissima paga ogni anno di più, dobbiamo cambiare le cose”. E’ l’invito “con il cuore” che il sindaco di Leivi, Vittorio Centanaro, ha rivolto direttamente al prefetto Gabrielli, oggi a Lavagna per incontrare i Comuni del Levante devastati dall’alluvione di lunedì sera, e indirettamente al governo. “Non si può essere soggetti al patto di stabilità – ha sottolineato Centanaro – non possiamo subire prelievi forzosi a novembre, non si può cambiare nome alla tassa tutti gli anni, stamani io e gli altri sindaci abbiamo firmato una lettera con la richiesta: ritardare i pagamenti per i comuni danneggiati”.

E il danno di un Comune si riversa sull’altro, in un domino drammatico fatto di frane, acqua, fango e detriti. La frana che a Leivi ha ucciso i due coniugi, sepolti dalla loro casa, va a influire direttamente sul Rupinaro, che lunedì sera ha trasformato Chiavari in un fiume.

“Il dissesto non si ferma ai confini dei comuni – ha spiegato Roberto Levaggi, sindaco di Chiavari – 30 cm in una ora e mezza, un evento così non l’avevano vissuto neanche chi a Chiavari ci viveva da 90 anni: i danni alle cose sono enormi, 80% di scantinati e 300 negozi allagati, ma voglio vedere aspetto positivo: avendo dato l’allerta 2 in tempo, non c’è stato il morto”. Il dramma, però, c’è: “Rifiuti, attività in ginocchio, le ferite del Rupinaro, e dell’Entella dove bisogna intervenire prima che la tregua finisca. Noi liguri mugugnamo in tempo di pace ma non siamo soliti chiedere con cappello in mano, noi chiediamo solo i nostri soldi: il patto di stabilità va allentato. Non possiamo fare scolmatori ovunque, con le risorse pubbliche dobbiamo sostituirci a quello che l’uomo faceva una volta e che ora non fa più”.

Sono solo alcune tra le criticità espresse a più voci dai sindaci, preoccupati e spaventati dal territorio che si sgretola sotto i loro occhi, alcuni ancora senza acqua e luce, altri alle prese con lavori mai terminati, e con un’altra essenziale richiesta: la pulizia dei rivi. I problemi reali, ben al di sopra delle polemiche rimbalzate ieri tra il governatore e il capo della Protezione Civile. Oggi, comunque, prima di dare inizio alla discussione la stretta di mano pacificatrice tra Burlando e Gabrielli.