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Cronaca

Alluvione Genova, il giorno dopo: la Valpolcevera in ginocchio. Senza Scarpino è emergenza detriti fotogallery

alluvione danni giorno dopo

Valpolcevera. La situazione in Valpolcevera? è tragica. Il giorno dopo la terribile, ennesima, alluvione, che ieri ha colpito duro sul ponente e la valle alle spalle di Genova, le parole sono poche: a parlare è il panorama, fatto di devastazione e fango. “Oggi prendiamo atto di quello che già avevamo capito ieri – spiega il presidente di Municipio, Iole Murruni durante il sopralluogo – siamo davvero in ginocchio, la situazione è brutta in tutta la vallata, Pontedecimo è la zona più colpita ma le criticità sono ovunque”.

E anche se qui, in realtà, non è stato il Polcevera a esondare, si cerca di capire la dinamica per cui un rivo è riuscito a causare danni evidenti, con una voragine, cumuli di fango e detriti. Il giorno dopo è sempre quello, delle ferite e della conta dei danni: molte le nuove somme urgenze che verranno attivate e che si andranno a sommare al già lungo elenco di eventi del 9 ottobre scorso. E se oggi splende il sole, certo, non si può stare tranquilli: l’incubo frane è dietro l’angolo e da domani è prevista nuova pioggia. “Si spera in entità minore – continua Murruni – ma il territorio diventa sempre più fragile e ci aspettiamo altri guai”.

Per ora, però, la vera emergenza è una: dove conferire detriti e fango raccolti, un problema impellente, data la chiusura di Scarpino. “Stiamo lavorando per un’ordinanza che ci consenta di risolvere nei prossimi minuti – conferma l’assessore Gianni Crivello – abbiamo i mezzi bloccati, stracolmi di detriti e non sappiamo dove portarli”. E’ l’emergenza di oggi, che riguarda tutta la città, ma in particolare due punti: le due priorità, Pontedecimo e la Val Cerusa. “Voglio ricordare che a Pontedecimo sono caduti 350 mm di pioggia – sottolinea poi Crivello – per capirci meglio: la sera della precedente alluvione, quella dell’esondazione del Bisagno, ne caddero 135 mm in Valbisagno. Siamo davanti a un fenomeno e a una quantità davvero inverosimile”.

Eccola Genova che di nuovo prova a rialzarsi, ma saranno necessarie altre, nuove risorse. Quali? Il comune non potrà indebitarsi all’infinito: Tursi era già alle prese con le 48 somme urgenze del 9 ottobre, a cui se ne stavano aggiungendo altre 15. “Ora andremo a raddoppiare, con la consapevolezza che continueranno a emergere nuove frane e cedimenti, magari anche dopo alcuni giorni”, conclude l’assessore. Infine la criticità di ogni alluvione: dopo il ritorno a casa delle famiglie di San Quirico e di metà di quelle di via delle Tofane, altre 9 famiglie, da ieri, sono di nuovo sfollate.