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Cronaca

Alluvione Genova, Bruno (Fds): “Basta grandi opere e cementificazione, liberiamo i torrenti e sistemiamo i versanti”

frana Belvedere

Genova. L’alluvione del 15 novembre conferma, come ha sottolineato il Sindaco di Genova Marco Doria, la fragilità del territorio genovese e della Liguria tutta. “Decenni di incuria e urbanizzazione non attenta al territorio ci hanno reso incapaci di affrontare un lieve cambiamento climatico, che ha comportato un aumento dei fenomeni piovosi. Per la nostra società ogni pioggia, un po’ più intensa, si trasforma in alluvione dagli esiti tragici e dal costo sociale ed economico insostenibile. E’ necessario prenderne atto e agire di conseguenza”. A parlare è Antonio Bruno, capogruppo Fds nel consiglio comunale di Genova, secondo cui il primo passo sia contrastare a tutti i livelli le politiche di austerità che, mantenendo intatti privilegi dei poteri forti finanziari e spese militari, impoveriscono gli enti locali di risorse.

“Versano lacrime di coccodrillo coloro che lamentano la scarsita’ di risorse per i lavori di somma urgenza per ripristinare frane (o che lamentano la mancanza di vigili da impiegare sul territorio) e che appoggiano e sostengono le forze politiche che sosterranno la manovra di stabilita’ del governo Renzi, che taglia i finanziamenti ai servizi pubblici, cercando di consegnarli alle speculazioni dei privati. Moltissimi danni sono dovuti all’incuria del territorio, a una politica che non favorisce gli insediamenti agricoli nell’entroterra, alle strade di cantiere costruite in fretta e furia senza cunette e scoli funzionali. La prima priorità è intervenire per la regimazione delle acque dei versanti, senza aspettare che arrivino centinaia di milioni per opere idrauliche faraoniche. Va invertito l’approccio: le acque vanno rallentate, non favorite, nel deflusso verso il mare. La priorità va quindi a bacini di laminazione, riforestazione, adeguamento delle sezioni idrauliche, scoperchiamento dei torrenti, deimpermeabilizzaione delle aree golenali oggi occupate da strade e immobili”, prosegue.

Bruno si chiede se i Piani di Bacino (in particolare quello del Bisagno) siano ancora attuali. “Perché non prende in considerazione lo scoperchiamento di viale Brigate Partigiane, analogamente a quanto è avvenuto in altre città europee? La proposta di scolmatore del Bisagno tiene conto della necessità di diminuire l’impermeabilizzazione del terreno a valle o scoraggia questi interventi come ha fatto in questi decenni? Perché elimina ogni intervento per frenare il deflusso delle acque da parte degli affluenti, condannandoli al degrado e all’abbandono in attesa della Grande Opera? – spiega ancora – Cosa ci azzecca lo scolmatore del Fereggiano (votato da tutto il consiglio comunale – quasi – con l’astensione dei 5 Stelle)? Non è in contrasto con quello del Bisagno? Perché si è scelto di non allargare il tracciato sotto via Monticelli e perfezionare l’immissione nel Bisagno che oggi arriva “storta” (e coem al solito occuparsi dei versanti)?”.

Adesso si sta discutendo il nuovo Piano Urbanistico Comunale. “E’ l’occasione per eliminare tutti quegli interventi che “incasinano” il territorio e favorire l’allontanamento dalle zone a rischio idrogeologico. Opportunamente la proposta non prevede alcuna nuova costruzione nelle aree allagabili. Ci sono progetti in corso d’opera. Sono stati approvati prima dei disastri di questo mese. Il Sindaco Doria intervenga per tutelare l’interesse pubblico (l’incolumità pubblica) e blocchi quegli interventi che appesantiscono il territorio fragile (progetto Bricoman, parcheggio via Cadighiara, eviti il tombamento del rio Ca’ de Rissi nell’ambito dell’operazione Boero, preveda che qualunque cosa vada agli Erzelli non aumenti la permeabilità di quel territorio, oltre a prevedere trasporto pubblico in sede propria – conclude – Si smetta di farci perdere tempo con la Gronda autostradale, che prevede restringimenti di alvei di torrenti sia in fase di costruzione (slurrydotto dentro il Polcevera) che definitiva e comunque prevede nuovo cemento nelle colline che sono franate.
Si convertano i finanziamenti iniziali per l’alta velocità Fegino-Tortona nel miglioramento del trasporto pubblico ferroviario che consenta un minor uso dell’auto privata”.