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Cronaca

Alluvione, Gabrielli a Lavagna: “O diamo risposte o perdiamo pezzi di Paese per strada”

gabrielli franco

Lavagna. “Preparatevi a un’altra settimana di passione”. Il Capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, lo ha detto chiaramente: “Dobbiamo stare tutti molto uniti, per affrontare insieme una nuova settimana di passione. O stiamo vicini ai nostri sindaci o abbiamo perso la battaglia prima di giocarla. Novembre non è finito, ed è il mese più piovoso”, ha ricordato “non per portare sfortuna”.

Difesa dei sindaci “front office”, dunque, verso cui “la comunità dovrebbe essere più clemente, dati sforzi e lavori, spesso in situazioni che non hanno contribuito a creare e alle prese con una bulimia normativa”. Ma anche un piccolo mea culpa che gli stessi amministratori dovrebbero fare, ricordando quando “il governo Letta chiese di mettere in conto lo svincolo di 1 miliardo del patto, ma i comuni più grandi si opposero alla predeterminazione del target” (per il dissesto, appunto, e per le scuole).

Ma di fronte alle facce dei sindaci del Levante, e alle loro richieste “di gente che va al sodo, concreta”, Gabrielli ha anche dato qualche “buona notizia”.

“Sul versante fondi strutturali – ha detto oggi alla riunione congiunta tenuta a Lavagna – circa 5 miliardi saranno destinati alla mitigazione del rischio, noi favoriremo le regioni virtuose, quelle cioè che presenteranno progetti concreti”.
“Raccogliete tutto il materiale per la quantifica dei danni – si è poi rivolto ai sindaci – in modo che la Regione ci dia al più presto l’elenco. Noi ci impegneremo in maniera tempestiva. Per quanto riguarda i mutui possiamo dilazionare – ha sottolineato Gabrielli – mentre per il prelievo fiscale un eventuale intervento presuppone una norma che individui le coperture”.

Quanto alla dichiarazione dello stato di emergenza, per il capo della Protezione Civile “ci sono tutte le condizioni per riconoscerlo, è ovvio che un occhio di riguardo lo avremo, nei limiti delle nostre possibilità”. Senza nascondere una crescente preoccupazione: il reiterarsi di queste situazioni può condurre a una delicata questione sociale. “L’esasperazione di chi ha occupato il comune di Carrara si sta diffondendo sempre più – ha ricordato il prefetto – la gente è stanca, vive una sofferenza permanente. O diamo risposte o rischiamo di perdere per strada pezzi di Paese”. L’istituzione di Italiasicura, in questo senso “è un ottimo segnale da parte del Governo, ma è di prospettiva, oggi, invece, il cittadino ha bisogno di sapere se, come, quanto”. La prima parte del tragitto, dunque “la faremo insieme con tempestività, però stiamo parlando di cifre limitate – ha ricordato ancora Gabrielli concludendo – il Paese deve fare uno scatto e reperire somme in grado di dare risposte. E’ la tenuta sociale che mi preoccupa”.