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Alluvione, crollo cimitero Bolzaneto: quattro feretri recuperati oggi. Botta e risposta a Tursi fotogallery

Genova. “Esisteva un problema, ma non è stato risolto. Lo spostamento delle salme era in programma da tempo, ma distanza di due anni non è stato fatto niente. Anzi, è stato sottovalutato e non si sono effettuati neppure quei minimi interventi per mettere in sicurezza gli ossari”.

Il crollo del muraglione del cimitero della Biacca a Bolzaneto, con conseguente dispersione di ossa, resti e feretri nel Polcevera sottostante e non solo, le cui immagini sono rimbalzate anche a livello nazionale, è sbarcato, con tanto di polemica, nell’aula rossa di Tursi, con un’interrogazione del consigliere 5 Stelle, Mauro Muscarà.

“Il cimitero della Biacca è stato costruito negli anni Venti, mentre gli ossari e i loculi crollati sono risalenti agli anni Cinquanta – ha ricordato l’assessore Elena Fiorini – sui quali esisteva un transennamento precedente a questa amministrazione e di cui ci siamo fatti carico. Non è vero che questa amministrazione ha sottovalutato il problema – ha poi detto l’assessore – a gennaio 2014 la giunta ha approvato una delibera per lo spostamento delle salme”.

Dopo quasi un anno, però, è arrivata l’alluvione di sabato 15 novembre, con la furia di torrenti e acque che hanno travolto tutto in Valpolcevera. E neppure i morti sono stati risparmiati, ha detto qualcuno all’indomani. Così, oggi, 36 colombari e 48 ossari sono crollati e al momento dispersi. “Domenica ci siamo attivati subito – ha affermato Fiorini – sono stati recuperati una dozzina di feretri, e oggi stesso altri quattro sono in corso di recupero”. L’amministrazione dunque “si era attivata, ma questo non consola – ha ammesso l’assessore – erano pervenute richieste di spostamento, ma non per quella parte di cimitero”.

In questi giorni è iniziato l’avviso alle famiglie coinvolte, tenendo conto delle concessioni che risalgono a 40 anni fa. “Stiamo verificando, insieme all’inizio dei lavori di somma urgenza – ha concluso Fiorini – abbiamo ricoverato in un luogo sicuro le sepolture recuperate e l’accoglimento dei resti, cercando di metter in sicurezza il maggior numero possibile di cassette e feretri”. Promessi futuri aggiornamenti.